Un campione piega una Bondi senza fortuna
Hasbrouck implacabile segna il cesto vittoria Estensi privi di Moreno poi Cortese subito ko
FERRARA. L’aveva detto che sarebbe venuto a Ferrara per vincere. E Kenny Hasbrouck ha mantenuto la promessa, insaccando la tripla che è costata alla Bondi la quinta sconfitta consecutiva. Nonostante le braccione protese verso il cielo di Pellegrino a difendere il proprio canestro, il giocatore americano - che due stagioni fa indossava la maglia ferrarese - ha trovato il tempo e il modo di far descrivere alla palla una parabola ampia, morbida, perfetta, che s’è infilata dolcemente nel canestro: ha zittito il pubblico del Pala Hilton Pharma e gelato i pensieri dei giocatori della Bondi. Ferrara che era arrivata avanti di un punto ai secondi finali dopo i liberi di Ibarra, ha perso l’ennesimo pallone con Roderick, e Piacenza è riuscita ad organizzare l’azione perfetta: rimessa, palla a Hasbrouck che ha lasciato correre il tempo palleggiando... e tripla. Un’azione da manuale, ma anche perfetta per un racconto sportivo a lieto fine. Peccato che il finale sia stato a favore dell’Assigeco che a Ferrara ha ritrovato il sorriso dopo tre sconfitte. E il sorriso l’ha trovato anche Infante, altro ex, che dopo il canestro è corso ad abbracciare Hasbrouck, quasi immaginando che poi la Bondi non avrebbe potuto più fare nulla. In effetti così è stato, perché il tiro di Roderick, ennesima scelta troppo frettolosa, non ha avuto l’esito sperato. In altre occasioni, vedi trasferta di Imola o sfida con la Virtus Bologna, la Bondi aveva raccolto gioie dall’ultimo tiro: una vittoria e un supplementare. Questa volta, invece no. La “preghiera” di T-Rod si è spenta sul ferro.
Certo, un piccolo passo in avanti rispetto alla brutta sconfitta di Jesi è stato fatto. Ma dire che la Bondi ha reagito, è sicuramente eccessivo. A negarle la conquista dei due punti sempre le solite cose. E pure una manciata di sfortuna, perché già senza Moreno dopo 6’ è uscito Cortese per guai al ginocchio sinistro. È rientrato dopo l’intervallo, ma zoppicante e quindi non più rischiato. Sul piano tecnico, la Bondi ha pagato l’incapacità di mantenere alta l’intensità per tutta la gara, così come la difficoltà nel trovare continuità di gioco. Tutto a sprazzi. L’assenza di Moreno (che non ci sarà nemmeno a Cividale contro Udine per squalifica) ha certamente pesato, sebbene pure Piacenza ha dovuto fare a meno di Formenti. Ma Ferrara è stata poco lucida nei momenti chiave. Le palle perse hanno ancora un volta condizionato il rendimento (soprattutto quelle di Roderick) così come la poca precisione al tiro (33% da 3 contro il 44% di Piacenza).
Senza Moreno, Trullo ha deciso giustamente di abbassare il ritmo, provando a sfruttare di più i lunghi e costruendo tiri con maggiore pazienza. Le cose non sono andate male all’inizio tanto che Ferrara ha trovato un incoraggiante +11 all’8’ (21-10). Poi Piacenza è entrata in partita, ha messo a segno un parziale di 11-0 ed ha cominciato a mostrare le proprie carte. Nella ripresa Ferrara ha provato a stringere in difesa trovando, sull’altro versante del campo, le triple di Bowers per il 35-27 del 16’. Altro black out in difesa e Piacenza di triple ne segna quattro: quella di Infante è per il sorpasso (40-41) ad un amen dall’intervallo.
Al rientro Piacenza prova a scappare (47-50), Cortese (con un ginocchio malconcio) la riacciuffa. Si sveglia Jones, Hasbrouck non molla, Roderick fa tutto da solo, e le due squadre sono sempre attaccate. Ultimo round, sempre in altalena. Ferrara sbaglia tanto, nonostante tutto al 35’ è avanti di 4 (73-69). Ibarra è lucido, Roderick molto meno, anche in difesa. La gara diventa rude, segna Raspino il 75 pari, poi Soloperto, dopo tanti errori, fa centro. Tripla di Jones, ma in difesa Ferrara è solida e recupera. Piacenza ha paura, Ibarra insacca due liberi, ma nella nebbia la Bondi si perde di nuovo.
Mauro Cavina
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