La Nuova Ferrara

Sport

Bondi, l’obiettivo ora è limitare i danni

di Marco Nagliati
Bondi, l’obiettivo ora è limitare i danni

La rosa vale di più, rende di meno. Deve passare la tempesta

3 MINUTI DI LETTURA





FERRARA. Mai come in questo momento, in cui il successo è nascosto dalla nebbia di cinque sconfitte consecutive, vale il mantra che ha accompagnato l’inizio stagione della Bondi: “Il nostro obiettivo è la salvezza”. Nè era cambiato quando sul pianeta biancazzurro si stagliava il sole delle vittorie colte a Mantova, Imola; oppure con Roseto e Virtus. Certo, sotto la superficie veniva coccolata l’ambizione playoff, ma ufficialmente la prudenza era saggiamente consigliata. Dunque, la sberla con Piacenza rientra nel contesto con cui s’è dato il via all’attuale campionato: stringere i denti e puntare a mantenere la categoria. Perché se loro hanno Hasbrouck e tu no, significa che soldi e aspettative stanno altrove.

Ecco, adesso in casa Bondi siamo proprio nel pieno della battaglia da sabbie mobili. La squadra vale di più, al momento rende meno. Involuzione, pure sfortuna e sciocchezze in serie che - messe insieme - hanno creato uno stato di allarme. Moreno si fa cacciare e busca due turni: nella gara successiva che accade? Beh, che si infortuna Cortese. La classifica legge di Murphy. Dopo Piacenza, domani il gruppo sale a Udine. Un duello diretto che mette in palio ossigeno, ma messa com’è a Ferrara non si può chiedere alcunché. Sì, dicembre diventa il mese in cui si gioca per limitare i danni puntando ad una rinascita nel 2017. Quando, si spera, la rosa tornerà al completo ed in salute e il gioco brillante di un mese fa risalterà dopo una doverosa lucidata. Di certo, per seguire il piano, è indispensabile che l’ambiente - pur depresso e ragionevolmente deluso - rimanga compatto. La situazione, delicatissima, va gestita con sangue freddo.

Giova peraltro ricordare che giovedì, in una prestazione tutt’altro che esaltante, la Bondi è arrivata ad un passo dalla vittoria. Ha perso per il solito mix del “punto a punto”: casualità, un errore di troppo, una prodezza altrui. Se i biancazzurri avessero tenuto botta, ora l’umore sarebbe diverso. Rimarrebbero, chiaro, i problemi. Ma se vogliamo metterla giù di brutto, si può dire che Piacenza s’è imposta perché ha un esterno che si mette in proprio e decide. Un fuoriclasse, Kenny Hasbrouck, che prende il pallone e piazza la zampata decisiva. La Bondi ha Roderick, altra pasta. Che, al di là di qualsiasi discorso sul talento puro, giovedì è arrivato stanco all’ultimo giro di lancette. Il big man, Ferrara l’ha in Laurence Bowers che è un lungo e dipende dalla squadra: l’ultima azione non la “palleggia” lui, perché è legato da come e se gli esterni gli danno la sfera. Da quanto manca sul cronometro e se c’è il tempo per imbastire un’azione strutturata.

Insomma, la Bondi adesso come adesso è ai minimi termini emotivi e di energie. Anche per questo coach Trullo ha momentaneamente accantonato il gioco alla garibaldina, puntando sul controllo del ritmo. Peraltro scelta che agevole Ibarra. Ventre a terra si andrà quando la rosa (corta in partenza) tornerà ed essere quella pensata in estate. Al momento è indispensabile usare la testa. E, magari, confidare in un apporto più continuo a tonico di Pellegrino e Soloperto.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google