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La Baltur è pronta per il big match

Basket B. Dopo il dominio di Pisogne, domani a Cento gran sfida con Piacenza

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CENTO. Baltur e valanga a Pisogne. Match senza storia quello di giovedì: biancorossi troppo forti per l'avversario. Fermato Centanni, l’Alto Sebino ha potuto ben poco contro la strapotere di una Baltur che ha reagito al ko interno rimediato solo pochi giorni prima. Senza Benfatto, in campo solo pochi minuti per l'influenza.

«Una buona partita, abbiamo fatto proprio una buona partita... Impatto corretto, rendimento costante, difesa adeguata - dice coach Giordani -; la classica prestazione che mi fa ancor più arrabbiare per le due sconfitte che abbiamo subito in casa. Proprio non capisco: dobbiamo prendere una sberla per rialzarci e giocare come sappiamo. Non capisco perché questo piglio che a tratti abbiamo non sia una costante. Della partita ho poco da dire. Siamo partiti subito forte, li abbiamo aggrediti e tutto è venuto da sé».

Giordani ci tiene a spendere due parole per chi, nonostante la sconfitta di domenica, non ha fatto mancare l'apporto: «Consentitemi di spendere due parole per questi tifosi che sono sempre presenti, ovunque. Ci danno una gran carica».

Nemmeno il tempo di tornare a Cento e si riparte, in grande stile: alle porte nientemeno che la giornata biancorossa organizzata per domani in occasione della partitissima contro Piacenza. È la rivincita dell'ultima semifinale playoff che vide la Baltur ribaltare il fattore campo guadagnandosi la finale poi persa contro Forlì. Attualmente Piacenza guida la classifica assieme a Bergamo e Orzinuovi. Ha ambizioni nonostante la presenza in serie A2 una squadra trapiantata nella stessa città. Il Piacenza di B ha un organico forte quantomeno come quello dello scorso anno; ha perso elementi importanti come Infante e Gasparin, sostituiti egregiamente. E soprattutto è la squadra che gioca meglio, in striscia positiva da oltre un mese con sei vittorie in fila: «Panchina lunga e gruppo migliorato rispetto all’anno scorso - chiude Giordani-; non ho paura di perdere, ora non sarebbe una tragedia. Ma voglio vincere: se il nostro atteggiamento sarà quello che conosco ce la giochiamo tranquillamente».

Simone Gagliardi

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