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Arriva Piacenza ed è subito big match Per vincerlo servirà la Baltur migliore

Arriva Piacenza ed è subito big match Per vincerlo servirà la Baltur migliore

CENTO. Arriva Piacenza, la squadra più in forma del campionato. Ormai una classica la sfida con la Baltur: prima i playoff del 2014, con la vittoria dei piacentini in tre partite, poi la rivincita di...

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CENTO. Arriva Piacenza, la squadra più in forma del campionato. Ormai una classica la sfida con la Baltur: prima i playoff del 2014, con la vittoria dei piacentini in tre partite, poi la rivincita di pochi mesi fa, al meglio delle cinque, con il successo in rimonta di una Baltur la cui corsa verso la serie A è stata fermata solo in finale da Forlì. Stesse ambizioni, stesso sogno: la serie A. Con organici rinnovati, non stravolti, ma completati. Senz’altro arricchiti. Anche Piacenza, come la Baltur, seppur con un nuovo allenatore, non ha fatto tabula rasa: l’ossatura è la stessa, con qualche perdita d’indiscusso valore (Gasparin, Infante, Dordei), ma anche con l’inserimento di giocatori esperti, oltre ad un paio di scommesse: Rezzano, giocatore di categoria e di spessore (più pesante ma meno tecnico di Dordei), Banti, pivot al top della carriera, l’altro Samoggia, forte quasi come il fratello confermatissimo, il play tascabile Tempestini, altro giocatore di categoria, e la scommessa Leonzio, che si sta ritagliando minuti importanti di assoluta qualità e già nello starting five. Poi, ci sono i soliti Sanguinetti, regista della mano calda, e capitan Soragna, che di appendere le scarpe al chiodo non ne vuol proprio sapere. Dopo un avvio tra alti e bassi, Piacenza ha messo il turbo; ora comanda la classifica assieme a Bergamo e Orzinuovi ed è in striscia da sei partite.

Il momento non è dei migliori; tra alti e bassi la Baltur ha perso la leadership della classifica in casa, dove ha mostrato soprattutto la sua brutta faccia buttando quattro punti. Ora, dopo aver asfaltato Alto Sebino a Pisogne, Cento cerca l’impresa, possibile solo se mostra l’altra faccia: quella di una squadra che aggredisce l’avversario fin dall’inizio e costruisce in difesa la sua partita. Cosa avvenuta fin qui soprattutto in trasferta. Impresa non facile, con un organico ancora incompleto, privo del suo uomo più forte (Bianchi, il cui ritorno è ancor più un enigma, dopo l’illusione della settimana), e senz’altro da integrare. Coach Giordani, però, sogna la svolta nel rendimento della Baltur: «Fare la prestazione potrebbe metterci in assetto. Ci vuole una prova di fiducia. Questa è già una partita che conta».

La Baltur recupera Benfatto. È la giornata biancorossa, non valgono gli abbonamenti. Ci si attende il pienone. Per ripartire davvero. Palla a due alle 18.

Simone Gagliardi

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