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serie a2

Bondi, smarrita la retta via Udine la stende

Prestazione altalenante ma poi c’è il crollo Gli estensi subiscono la rabbia dei friulani

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Ci sono volte in cui basterebbe copiare dagli avversari. E comprendere che per vincere sono necessarie la voglia di sbucciarsi le ginocchia, l’energia e la grinta. In più, visto che il basket è uno sport di squadra, serve stare uniti nei momenti chiave della gara e capire che, per risolvere le situazioni critiche, serve fare un passaggio in più, piuttosto che uno in meno. Cosa che ieri ha fatto la Gsa Udine e non la Bondi, che torna dal palasport di Cividale del Friuli con il sesto ko consecutivo. Un bel fardello, se si pensa da dove questa squadra era partita. Ovvero da un poker di vittorie, condito da buone prestazion. E poi il black out. Lungo, costante ed ora anche preoccupante. Perché ieri Ferrara avrebbe potuto davvero tornare alla vittoria. Udine era senza quattro giocatori, veniva da quattro sconfitte in cinque gare ed era un’avversaria alla portata. Certo, Ferrara era senza Moreno (fuori per squalifica, rientrerà sabato contro Trieste), ma aveva sicuramente meno problemi di organico. Nonostante questo ha fatto una buona partita solo nel secondo e terzo quarto. Poi non è stata più capace di rispondere a tono ad una squadra che aveva più voglia di vincere ed ha fatto di tutto per farlo. A dimostrarlo è stata la grinta di Allan Ray che, all’inizio, s’è preso la squadra in spalla e l’ha messa subito sui binari giusti tanto che la Bondi ci ha messo un po’ prima di riuscire a raggiungerla dopo il primo mini allungo. Poi, gli occhi della tigre, li aveva Traini. Che ha difeso come un matto su Ibarra, si buttava su ogni pallone con tanta (a volte troppa) grinta, trovando spesso la clemenza degli arbitri, ma dimostrando di tenerci davvero a vincere. Oltre a questi segnali, Udine è sempre stata unita e quando Ferrara è riuscita a scappare nel terzo quarto non ha perso la pazienza, ricucendo lo strappo canestro dopo canestro, tanto da mettere in scacco gli avversari.

Tutti meriti di Udine? No di certo, perché di fronte alla determinazione della Gsa c’è anche una Bondi che si è arresa troppo presto, che ha smesso di lottare ed ha tirato i remi in barca quando, invece, avrebbe dovuto schiacciare sull’acceleratore, continuando a fare le cose che le avevano permesso di andare in vantaggio. Dopo aver raggiunto la parità a fine del primo quarto, la Bondi ha capito come poter affrontare Udine. Un paio di buone azioni difensive hanno dato la forza a Ferrara di costruire buoni tiri. E così ecco le triple di Bowers e il recupero di Roderick che gli ha dato modo di correre in contropiede. Morale, al 15’ la Bondi è avanti 26-28. Udine si riprende l’inerzia sparando da tre punti e mettendo a nudo le pecche della difesa estense. Al 18’ è 38-31 mentre la Ferrara prova a riorganizzarsi.

Il terzo periodo si apre con una magia in penetrazione di Ray prima della tripla di Okoye (46-37 al 22’). Ferara sbaglia tiri ben costruiti, ma capisce che la Gsa non è invincibile. Si stringe in difesa, alza l’attenzione e si passa di più la palla. “Tap in” di Bowers, gioco a due tra Ibarra e Pellegrino che schiaccia e segna il libero; Cortese penetra come un treno, Roderick vola in campo aperto e Mastellari mette la ciliegina sulla torta di un parziale di 18-1 per il rassicurante 47-55. Che sia la volta buona? Purtroppo no. Udine rientra e si riprende in mano l’inerzia nel quarto periodo, mandando nel pallone la Bondi. Ecco riaffiorare il nervosismo, come dimostra l’antisportivo e l’uscita per falli di Roderick al 36’, che se ne va addirittura subito sotto la doccia (era il 2º antisportivo). Intanto in campo i compagni fanno ben poco per limitare Udine, soprattutto in difesa. Esce allo scoperto Castelli, che insacca un paio di triple, mentre la Bondi sta a guardare. Ancora. E perde.

Mauro Cavina

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