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De Biasi spinge la Spal in serie A

di Paolo Negri
De Biasi spinge la Spal in serie A

Il mister: col Modena in due anni andai dalla C alla massima serie, ora è possibile anche lì

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FERRARA. Leonardo Semplici come Gianni De Biasi? Il De Biasi versione modenese, intendiamo... Quello che in due stagioni, dal 2000/2001, portò i gialloblu dalla C1 alla serie A, e poi salvò i canarini nella massima categoria.

De Biasi auspica che il suo collega biancazzurro ripeta quell’impresa. La vede possibile, non “fuori dal mondo”, alla portata. Tutto ciò alla luce del momento della Spal ma anche sulla scorta di altre valutazioni generali.

Ieri, De Biasi ha guardato con occhio un po’ distratto il derby Torino-Juventus, poi si è concesso per parlare dell’entusiasmo che circonda la Spal e delle prospettive dei biancazzurri:

«Se seguo la Spal? Ovviamente sì. Compatibilmente con i miei impegni di selezionatore (come noto è c.t. della Nazionale albanese; ndr), e con la necessità di vedere “milioni” di partite. Ma so tutto. Tra l’altro, una ventina di giorni fa sono stato a cena con papà Zigoni, e di recente anche ad un incontro tra amici a Padova cui era presente pure Davide Vagnati. Direi che meglio di così, per la Spal, le cose non potrebbero andare. Questo è un cammino che nessuno poteva ipotizzare».

Sorpreso dal secondo posto dei biancazzurri?

«No, non direi. Tra la C e la serie B c’è differenza, ovvio, ma quando hai trovato gli equilibri di squadra la avverti molto meno, anche perchè c’è voglia di affermarsi, e si supera il gap iniziale. La Spal non è stata promossa per caso, non si vince un campionato perchè sei fortunato. Su questa base, se poi non cambi molto, allora in B fai bene. Vanno fatti pochi inserimenti, funzionali alla squadra che hai. Il progetto della Spal era ed è buono. La differenza la fanno la società, l’allenatore e l’ambiente».

La Spal può ripetere l’impresa del suo Modena?

«Ritengo di sì, pur con presupposti diversi. Quando io arrivai al Modena, con la squadra penultima in classifica, dopo la salvezza in C feci piazza pulita. E da lì fu l’ascesa: due promozioni, bel calcio anche in serie A, vittoria a Roma. La Spal sta vivendo un’esperienza magica ed ha i mezzi per ripercorrere le orme di quel Modena».

Tornando a quanto accennava all’inizio, cosa le diceva papà Zigoni?

«Mi ha ringraziato per un’intervista a Guglielmo Longhi della Gazzetta dello Sport, in cui parlavo bene di Gianmarco. Ma è ciò che penso. Il ragazzo aveva bisogno di fiducia, di continuità, doveva sentirsi importante. Ha fisico, qualità e voglia, e non è scontato che chi gioca nel suo ruolo sappia sacrificarsi per la squadra come fa lui».

E gli altri?

«Antenucci è una sicurezza, i gol li fa sempre. E poi a Ferrara l’ambiente ti galvanizza, è una piazza non abituale. Quando vedo le partite della Spal in tv noto sempre la curva strapiena. Inoltre, lì adesso avete la fortuna di avere una proprietà seria e che ci mette la faccia».

Pensierino finale?

«Vorrei venire a vedere una partita al “Mazza”. Penso proprio che lo farò, il prima possibile».

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