Nelle ultime 7 gare comanda la Spal
Primo posto nella classifica parziale. Regge solo il Benevento
FERRARA. Continuità. È questo il segreto della Spal. Al di là della qualità, del gioco, dell’identità, del carattere, dell’affidabilità del gruppo. I biancazzurri, da tempo, marciano con regolarità. Così sono arrivati ad un passo dalla vetta, all’attuale secondo posto in classifica, al sogno della serie A.
Il bilancio dell’ultimo mese e mezzo: 7 partite, 7 risultati utili consecutivi, 5 vittorie, 2 pareggi, 12 gol segnati, 5 reti al passivo, 17 punti conquistati su 21 disponibili. Una marcia trionfale, magnifica. E tutta una città vibra con e per la Spal.
Cosa dicono le cifre? Dicono che nessuna squadra di serie B è come quella di mister Semplici. Nel citato ultimo periodo, nelle ultime sette giornate di campionato, i biancazzurri sono i battistrada: nessuno ha conquistato più punti di loro. Solo il Benevento tiene il passo. Due neo-promosse (ma i campani sono stati “stravolti” rispetto alla scorsa stagione, e ricostruiti a suon di bigliettoni; la Spal ha dato seguito al progetto tecnico).
Il super favorito, il super forte, il super primo Verona è crollato. O, almeno, ha avuto un calo nettissimo: sconfitte sonanti con il Novara ed a Cittadella, da 2-0 a 2-2 col Perugia, l’ultimo ko nel derby di Vicenza.
Dal canto loro, il Carpi, il Cittadella, l’Entella (ma deve recuperare la gara di Ascoli) e soprattutto lo Spezia stanno faticando tantissimo.
La Spal dopo l’11ª giornata era 8ª; adesso è 2ª; e - appunto - si trova in 1ª piazza per quanto riguarda le ultime sette giornate. Un’ascesa continua, irresistibile. Non casuale.
L’avvio è stato complicato. È risultato necessario un tempo di adattamento alla serie B, andava capita la categoria, i componenti del gruppo storico (anche quelli - come Gasparetto e Giani - che la B l’avevano già fatta, ma in passato) dovevano capire e/o convincersi di essere all’altezza della categoria. L’inserimento dei nuovi ha richiesto pazienza, dialogo, confronto. La squadra doveva trovare omogeneità, recepire in toto il messaggio di mister Semplici. Il percorso è stato seguito, è andato a buon fine. Non da ieri. La Spal ha iniziato ad andare a regime da inizio ottobre, dalla vittoria sulla Salernitana: da lì, 4 risultati utili di fila, tra cui 3 vittorie (Salernitana, appunto, Pisa e Carpi). Poi c’è stata la rocambolesca, episodica, sconfitta di Frosinone, che statisticamente ha interrotto il filotto positivo ma che nella sostanza non ha inficiato la progressione della squadra. La sua continuità, come detto. Dopo il ko (ingiusto, immeritato, contro il corso del gioco, frutto di errori individuali) in Ciociaria, la Spal ha ripreso come niente. Anzi, ha fatto ancora meglio: 5 vittorie (e 2 pareggi) nelle ultime 7 partite sono performance che si commenta da sola.
Caso? No. Bravura? Con certezza. Il gioco alla base di tutto? Non c’è dubbio. E anche intelligenza, lucidità. Quando ha capito di non poter vincere (vedi la recente gara interna con il Latina, affrontata in particolari condizioni, con tre giorni di riposo in meno dei laziali, con il rientro da Trapani sulle spalle, con tanti acciacchi e assenze), la Spal è stata brava a non perdere. Lo avevamo detto a caldo, lo ribadiamo: ottimo risultato, quello. In B si va ancora avanti così, con il punticino, mattone dopo mattone. Guai storcere il naso. A premiare è la continuità, si torna sempre lì.
La classifica è da stropicciarsi gli occhi. E pensiamo solo a cosa sarebbe senza l’irripetibile sconfitta di Frosinone. E se Spal-Verona a suo tempo fosse finita in pareggio anzichè 1-3? La Spal adesso sarebbe prima...
Ok, sono discorsi un po’ così, ma è solo per dare idea dell’equilibrio che caratterizza il campionato. E di quanto la Spal abbia accorciato le distanze con chi sembrava fuori portata, e come abbia messo in fila tante rivali. E ancora. L’allenatore spezzino Di Carlo ha affermato che «la Spal si è resa pericolosa in tutto il primo tempo solamente con ripartenze su errori nostri... La Spal ha impostato tutta la sua partita sul contropiede: io prendo sempre appunti in panchina durante le gare, ho annotato cinque palle perse dai nostri giocatori che hanno consentito altrettante azioni da parte della Spal mentre non c'è nessuna azione dei biancazzurri partita da dietro». E altre amenità del genere. Bene. Se Di Carlo in panchina prende appunti, anche noi - nel nostro piccolo - lo facciamo. E nel primo tempo citato dal tecnico ligure, la Spal ha macinato gioco. Con una crescita progressiva, con pazienza, con fraseggio, con possesso palla, con cambi campo, con pericolosità, con padronanza totale del centrocampo. Lo Spezia in tutta la partita cosa ha combinato? Non ha mai impegnato Marchegiani, ha chiuso gli spazi e fatto ostruzionismo, falli in serie, comportamenti censurabili come quando nel finale non ha restituito il pallone messo fuori da Cerri. E allora, di cosa parliamo?
La verità è sotto gli occhi di tutti. La Spal gioca il miglior calcio del campionato, lo hanno affermato tanti autorevoli addetti ai lavori. E l’allenatore juventino Allegri solo la settimana scorsa ci diceva che nessun obiettivo è precluso, per la Spal. Nemmeno un piazzamento nelle prime due. Nemmeno la serie A. E se il caro vecchio Max avesse visto giusto una volta di più?
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