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Semplici, l’uomo dei sogni Ha cambiato le prospettive

Dal 14 dicembre 2014 a oggi l’allenatore è stato artefice della rinascita La squadra è passata dal rischio playout in C al punto più alto dal 1968 a oggi

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FERRARA. Dopodomani, il 14, il popolo spallino celebra il secondo anniversario dell’avvento in panchina di mister Leonardo Semplici. Era, appunto, il 14 dicembre, del 2014: Spal-Carrarese 0-2. Debutto amaro. Contestazione del pubblico. Clima pesantissimo. Prospettive quantomeno complicate, con il concreto rischio play out.

Poi è cambiato tutto. Non repentinamente. Con il lavoro, la caparbietà, la psicologia, la capacità di non essere integralisti, di passare dal 4-3-3 iniziale al 5-3-2 che poi è diventato tipico della Spal sempliciana. La svolta? A Teramo, 1-1 contro la squadra di Lapadula. Lezione da non dimenticare: da fuori giudicammo quella partita una delle peggiori, se non la peggiore, dei biancazzurri. L’allenatore, lui, si dichiarò soddisfatto, disse di aver colto segnali importanti, confortanti, di crescita. Aveva ragione, perfettamente ragione.

Quella Spal infilò 13 risultati utili di fila, tra cui 9 vittorie. Chiuse al 4º posto. Le basi della promozione ottenuta al termine della scorsa stagione, le basi della serie B, dell’attuale 2ª piazza in cadetteria, del sogno serie A, risiedono proprio in quel filotto, in quel lavoro.

Il 14 dicembre 2014 Semplici esordiva sulla panca biancazzurra. Da lì a sabato scorso, 10 dicembre 2016, vittoria sullo Spezia, il segno della continuità è stato dato dal mister. E da Lazzari, Gasparetto, Giani e Finotto, titolari quel giorno contro la Carrarese, in campo dall’inizio (Lazzari, Gasparetto e Giani) o entrati (Finotto) contro lo Spezia. Silvestri era in panchina in entrambe le circostanze.

Non si può parlare della Spal 2ª in B senza considerare il ruolo della famiglia Colombarini, il lavoro e la passione del presidente Mattioli, le capacità di analisi e le competenze del d.s. Vagnati. L’edificio lo hanno costruito e completato loro. Il progetto porta il loro marchio di fabbrica. Detto ciò, è impossibile disconoscere la fondamentale presenza di mister Semplici. L’uomo della svolta, l’uomo che in due anni ha trasformato il mondo biancazzurro, ha mutato le prospettive. L’uomo dei sogni. Al termine della stagione 1967/68 la Spal retrocesse dalla serie A. Ecco, dal 1968 a oggi questo 2º posto in serie B rappresenta il punto più alto della storia biancazzurra. Poi c’è il 7º posto del 1975/76.

Se si deve andare indietro di 48 anni, o di 40, allora si misura ancor meglio la portata di quanto sta facendo la Spal attuale, di quanto ha fatto e sta continuando a fare mister Semplici. La città non sta parlando d’altro: della Spal, della serie A. Entusiasmo alle stelle.

Calma. Basta nulla per disilludersi. Salvarsi bene, salvarsi per tempo, consolidare la categoria, sarebbero già risultati super. Ma non si può nemmeno essere ipocriti: arrivati a questo punto, perchè non sperare? Perchè non crederci? Senza allargarci, diciamo nei play off. Al tempo stesso, se contro Pro Vercelli, Ternana e Bari dovesse esserci ulteriore continuità, allora al giro di boa la Spal potrà legittimamente considerarsi tra le pretendenti al salto.

Mister Semplici ha sempre ricordato che lui le categorie le ha scalate vincendo sul campo. Andando al piano di sopra di promozione in promozione. L’auspicio è che continui nella sua ascesa.

Paolo Negri

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