Bulgarelli carica la Bondi smarrita
Basket A2. Errori, amnesie e leggerezze nelle sei sconfitte di fila. Ieri il presidente ha incontrato coach Trullo
FERRARA. E poi sì, arbitraggio innervosente domenica a Cividale. Con quella manciata di ridicoli antisportivi che saranno anche a “rigor” di regolamento, ma che dimostrano quanto alcuni fischietti siano lontani anni luce dall’essenza della pallacanestro. Peraltro due li ha “beccati” Roderick, che si stia pur sicuri che se cade un’unica goccia di pioggia finisce sulla sua testa. Stavolta si parla di espulsione tecnica, quindi non essendo disciplinare non sono attese squalifiche ulteriori.
Ma poi sì, cifre imbarazzanti della Bondi nella sesta sconfitta consecutiva. Contro Udine venti palle perse, molte delle quali senza che ci fosse chissà quale pressione avversaria. Significa che la squadra biancazzurra, al momento, ha limiti che vanno ben oltre le singole attitudini. Si diceva: il gioco al galoppo presuppone inevitabili palloni gettati al vento. In Friuli la Bondi ha giocato a ritmi bassi, smarrendo ugualmente le linee di passaggio. Se sul “+6” regali palla in due rimesse, e ti scordi di marcare, non dipende dal tuo stile di gioco. A metà dell’ultimo quarto i ferraresi avevano la gara in mano, l’hanno regalata con amnesie sciagurate. Per almeno 30’ la formazione di Trullo ha sbagliato una quantita industriale di rigori (buoni tiri andati alle ortiche), in più ha gettato nel pentolone - appunto - milioni di palle perse. Un’impressionante serie di leggerezze che fa a pugni con l’esigenza assoluta di conquistare una vittoria. È arrivato un nuovo crollo da macerie e Udine (che era reduce da tre ko di fila) ha mostrato energia doppia rispetto ai biancazzurri.
Pertanto, da domenica sera, campeggia una domanda: cosa è successo alla Bondi? Nel tardo pomeriggio di ieri il presidente Bulgarelli ha incontrato coach Trullo per capire. «Abbiamo puntato tutto su Trullo - dice il massimop dirigente - e in lui la fiducia è massima e immutata. Si può e deve dare di più, ma è chiaro che ci sono cose da sistemare. Capisco che le attenuanti non manchino, infortuni e squalifiche, ma in generale credo che la squadra si sia un po' seduta sugli allori. Non siamo una formazione che può rilassarsi. Dobbiamo ritrovare grinta e voglia: questa è un’esigenza. Una necessità. Sono sicuro che ne verremo fuori. Chiedo orgoglio, di ritrovare la fiducia in noi stessi. Vanno scacciati i fantasmi: paura di sbagliare e timori. Non chiediamo i playoff, bensì di tornare a dare entusiasmo. La squadra è stata costruita bene: tutti devono dare di più».
Dunque, capitolo fisico: due partite senza Moreno, ravvicinate, sono ingestibili per una rosa che ha poche risorse. Peraltro Cortese ha giocato col ginocchio dolente e Bowers a Udine s’è fatto male pure lui al ginocchio dopo poche battute. Evidente che, in questa situazione, tenere costante il pressing difensivo è improponibile. Inoltre nè Ibarra e neppure Roderick sono mastini: il primo non ha la fisicità, l’altro la mentalità. Trullo usa la zona anche per questi motivi, non solo per proteggersi dai falli. Tenta di coprirsi con l’arma dei “poveri”. Ma la zona della Bondi è statica, senza sana cattiveria. Lascia circolare palla ed è dannatamente perforabile sul lato destro in angolo. Con Piacenza Hasbrouck è stato una sentenza, con Udine ha colpito Pinton. Sempre lì, sempre nello stesso modo. Altro guaio difensivo: Pellegrino e Soloperto patiscono i lunghi atipici, che escono dai cinque-sei metri frontali. Rimangono a difendere la terra di nessuno e arrivano cesti terribili (il piacentino Jones o l’ex estense Castelli).
Settore attacco. In regia ci hanno provato tutti: Cortese, Roderick e Mastellari. Sono aggiustamenti di una squadra nata per correre e che può permettersi Ibarra giusto per far rifiatare gli altri. La manovra s’è involuta, talmente che Pellegrino da un po’ di tempo a questa parte si mette a tirare da tre. Manco avesse la mano di Brkic. No, Pellegrino è il pivot e deve giocare spalle a canestro: nella ripresa a Cividale l’ha fatto ed è andata meglio per tutti. Il momento è nero e va ribadito: ora come ora serve limitare i danni. Al Pala Hilton Pharma arriverà Trieste e un’avvertenza è indispensabile: i giuliani di Dalmasson sono in stato di grazia e giocano un basket duro ed elettrico oltre ogni immaginazione. Sarà busseria e se la Bondi non alza il volume della fisicità, verrà spazzata via.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google
