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Neffati ora fa la differenza anche in campionato

Neffati ora fa la differenza anche in campionato

Promozione. Il centrocampista della Copparese decisivo con il Sesto Imolese «Sono soddisfatto, ma più che per il gol per il valore di un lavoro svolto bene»

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COPPARO. Ihab , in arabo, significa dono. E per il centrocampo della Copparese, la presenza di Ihab Neffati è spesso un dono. Nelle ultime due partite, di coppa e campionato, ha messo a segno reti decisive. Serio, lucido con il pensiero e con l'analisi tanto quanto può essere scintillante con la palla tra i piedi, Neffati giovedì in Coppa ha messo a segno la seconda rete al Codifiume, al termine di un'azione travolgente, in tuffo di testa. E domenica, ancora di testa, la rete decisiva sul Sesto Imolese. E la Copparese va.

Immaginiamo la soddisfazione...«Beh, si: la soddisfazione c'è. Ma si tratta semplicemente dell'effetto positivo di un lavoro svolto bene, del risultato che hai costruito. Bene essere contenti, ma non solo per aver segnato, ma per il valore del lavoro fatto».

Il suo è un contributo di fantasia ad una squadra che comunque non è di soli muscolari: «Alle giovanili della Spal ero schierato spesso mediano o mezzala. Andando a Sant’ Agostino ho cominciato a giocare anche da trequartista. Onestamente, il ruolo che mi piace di più è quello della mezzala, il fatto di potermi inserire . Sta andando bene».

Come si trova a Copparo?

«Direi bene. Il gruppo è molto buono, e si sa che quando il gruppo è molto buono si lavora molto meglio».

Oltre tutto, mister Marzola sta diventando famoso per non guardare in faccia a nessuno, facendo costantemente giocare chi è in forma, chi lavora bene.

«Lo sappiamo tutti. Chi lavora male finisce in panca. Niente di personale, ma devi dare tutto. Ed in fondo è così che dovrebbe essere sempre: lavori, ti impegni, costruisci; e gli spazi arrivano».

Buon giro di boa, prima della sosta si gioca una partita di ritorno. Per nulla facile, visto che andrete a Portomaggiore.

«Sì. So anche che si sono rinforzati. Ma tutto questo discorso avrebbe un senso effettivo solo in un caso: se avessimo paura degli avversari. Massimo rispetto, ma ce la giochiamo con tutti, che siano la Portuense o chiunque altro. E alla fine vediamo come va».

Alessandro Bassi

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