Vagnati rilancia «Una Spal di pasta dura»
Superati anche gli ultimi due difficili ostacoli Il diesse: c’è la consapevolezza di chi siamo
FERRARA. A Daniele Gasparetto sono “arrivate” tre giornate di squalifica dopo l'espulsione contro lo Spezia. Non può non partire da qui la conversazione con il direttore sportivo della Spal Davide Vagnati.
Avete intenzione di fare ricorso?
«E' una brutta botta, una mazzata. Io non ho visto nessuna gomitata ma addirittura ora arrivano tre giornate di squalifica per Gasparetto per avere colpito un avversario a gioco fermo. Ora vedremo bene tutte le immagini in nostro possesso: se abbiamo video che ci consentano di scagionare Gasparetto faremo ricorso, in caso contrario si fa fatica».
Cosa le hanno detto i ragazzi nello spogliatoio dopo che non è andato al Parma?
«Io sono orgoglioso di essere qui. Ho ricevuto tanti grazie tra telefono e social da parte di tutti. Ma non è nessuna questione di grazie. Qui c'è un progetto importante e penso che questa vicenda ci abbia rafforzato ancora di più e abbia fatto capire anche alla squadra che ci teniamo a fare qualcosa di straordinario».
Ha dovuto fare il vigile del fuoco negli spogliatoi vista questa Spal che vola?
«Nella settimana prima di Cittadella si parlava con il mister e con il presidente del fatto che avevamo due partite che ci avrebbero consentito di capire di che pasta siamo fatti. Alla prova del campo direi che siamo fatti di pasta dura, siamo un bel calcestruzzo. Ma questo non vuole dire niente, non vuole dire che arriveremo fino alla fine in queste posizioni. Ci sono tante variabili che incidono sulle squadre nel campionato. Siamo veri però, non aria fritta, c'è una bella atmosfera che si vive nello spogliatoio. Non ci deve essere nessun rischio di esaltazione: queste gare ci hanno dato consapevolezza di quello che siamo e che possiamo fare».
Si aspettava in estate la Spal al secondo posto a dicembre?
«Non mi ero fatto nessuna idea sulla classifica e per la verità l'andata deve ancora finire. Dobbiamo continuare così, non siamo stati messi sotto da nessuno nella singola gara tolto il Verona che affrontammo con troppo timore reverenziale e ci ha fatto fare una gara sotto i nostri canoni. Ma abbiamo un valore aggiunto in un pubblico eccezionale».
Un neo sono gli inizi subendo spesso gol, soprattutto in casa: che idea si è fatto?
«Quando prendi tanti gol all’inizio qualcosa da migliorare c'è. Da capire se è una questione di riscaldamento, se è legato ai nostri avversari che sanno che siamo una squadra che gioca a calcio e quindi provano ad attaccarci subito. Dobbiamo migliorare questo aspetto per fare un ulteriore salto di qualità».
Che gara si attende a Vercelli?
«Non bisogna fare tanti calcoli, per fare risultato a Vercelli dobbiamo andare in campo con umiltà, voglia di sacrificarsi, fare ciò che staff e mister stanno preparando. La Pro Vercelli l'ho vista dal vivo a Chiavari: ha buoni giocatori. Speriamo poi di avere tanti nostri tifosi: io ritengo che il pubblico, quel pubblico di Cittadella, abbia fatto la differenza. Quel muro ti spinge a fare una corsa in più. Fossero a Vercelli anche la metà di quelli di Cittadella sarebbe davvero tanta roba».
E' già in movimento in vista del mercato di gennaio?
«Di mercato io parlo solamente dal 29 dicembre in poi, dopo la partita di Bari. Fino a quel momento non parlo dei nostri ragazzi, dei progetti, delle nostre idee che ci sono e di cosa faremo».
Può solo dire se è all'ordine del giorno l'idea di ridurre numericamente la rosa?
«Se chi sta giocando meno per esigenze sue particolari vuole fare un'esperienza diversa possiamo di certo parlarne. Ma non voglio stravolgere un equilibrio a livello di spogliatoio. Sul ridurre il discorso è complicato: se due o tre vanno via poi qualcosa dobbiamo mettere. Ci sono gli infortuni, le squalifiche, c'è da pensarci bene prima di ridurre la rosa».
Andrea Tebaldi
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