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Paura Bondi per il ginocchio di Bowers

Paura Bondi per il ginocchio di Bowers

Coach Trullo convoca la stampa e fa il punto Ma molto dipende dalle condizioni del lungo

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FERRARA. Un po’ a sorpresa, ieri Tony Trullo, diesse e coach della Bondi, ha convocato una conferenza stampa. Lo ha fatto per affrontare tutti i temi di una situazione delicata e complessa, sull’onda lunga di sei sconfitte consecutive e con un orizzonte affatto tranquillizzante.

La premessa

«Ringrazio la società per la fiducia che sta avendo verso di me e la squadra, capendo pure il momento particolare: ci sono mancati dei giocatori importanti e non stiamo giocando in maniera tranquilla. Abbiamo perso due gare in volata, che, molto probabilmente, avrebbero cambiato la nostra stagione».

Coperta corta

«Se avessimo gli otto senior a disposizione, non avremmo bisogno di rinforzi. È chiaro che se gli infortuni dovessero continuare, cambia tutto. Giocare in 6-7 comincia a diventare molto difficile. Ho sentito il calore di tutti, darò il 110% di me stesso per cercare di portare i risultati che ci eravamo detti all’inizio dell’anno. Ferrara mi ha dato tanto, mi sento a casa mia, così mi sento ancora più responsabile e vorrei uscire al più presto da questa situazione. Spero che tutti assieme riusciremo ad arrivare ai nostri obiettivi».

La mentalità

«Vincere aiuta a vincere, adesso bisogna mettere l’uomo prima che il giocatore e l’allenatore: dobbiamo uscirne tutti assieme. Adesso si gioca con meno tranquillità, dobbiamo essere uomini e mettere tutti qualcosa in più per uscire assieme da questa situazione. Da Treviso in poi ci sono mancati giocatori importanti, ma non dev’essere un alibi; l’importante è che la società abbia capito che si sono pure queste situazioni».

La preoccupazione

«Aspettiamo gli accertamenti del caso. Domani (oggi, ndr) sapremo che cos’ha. Per noi è un giocatore determinante e mi auguro che possa giocare contro Trieste, una gara difficile, con un avversario in grande salute e con doti atletiche. Bowers diventa ancora più importante e, qualora dovessimo avere cattive notizie circa le sue condizioni, bisogna che facciamo ragionamenti differenti. Anche nelle difficoltà darò il 110% di me stesso».

I giovani

«Mastellari è il ’96 più utilizzato dell’A2. Chi è pronto, gioca. Devo essere più bravo a inserire Zani e non vorrei bruciare gli altri (Ardizzoni e Mastrangelo, ndr), che mi paiono ancora molto acerbi».

Gli avversari di sabato

«Trieste è in forma ed è l’ avversaria peggiore che ci potesse capitare in questo momento. Diamo il massimo di quello che possiamo dare».

Il rammarico

«Nel momento in cui abbiamo recuperato tutti, la squadra ha giocato. Quando abbiamo di nuovo perso qualcuno, abbiamo fatto fatica. Dev’essere mio compito far sì che i miei giocatori diano qualcosa in più quando siamo in emergenza. Certo, avremmo potuto avere 4 punti in più».

Il pubblico vicino

«Dei nostri tifosi posso parlare super bene, ci hanno appoggiato sempre e le critiche sono rimaste in un ambito normale. Mi sento in debito verso la città e in credito verso tutto quello che ci sta succedendo. Da uomini, dobbiamo uscirne».

Il nervosismo

«Trieste esaspera le situazioni di gioco, dal canto nostro dobbiamo rimanere tranquilli, cercando di giocare a pallacanestro, evitando di cadere nei tranelli. Essendo meno lunghi, giocheremo in maniera diversa: a certe situazioni ci stiamo adattando. Al completo puoi pure correre, altrimenti occorre giocare a metà campo, comunque non snaturandoci. Confido in un arbitraggio che non permetta di tutto, altrimenti sarà un problema».

Lorenzo Montanari

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