Non esiste la sindrome da piccole squadre
Quella di Vercelli è stata l’unica sconfitta contro le formazioni di bassa classifica I pareggi con Trapani e Latina hanno avuto dinamiche diverse e sono stati utili
FERRARA. Pareggio a Trapani, pareggio con il Latina, sconfitta a Vercelli. La Spal deve dolersi? Ultimamente ha lasciato troppi punti contro le piccole? Dove sarebbe se nelle citate tre partite avesse conquistato un bottino più consistente?
Andiamo per gradi. Intanto: gare dalle storie, dai contenuti, diversi. Il paragone non esiste. E ancora: analizziamo, ma non lamentiamoci. Questa Spal è “grasso che cola”. Detto ciò, è evidente che esistono margini di crescita e che lo sforzo deve essere indirizzato a colmarli.
Stefano Primizio, nella sua analisi post Vercelli - con occhio distaccato - ha sottolineato come la Pro abbia probabilmente messo in campo più voglia di vincere della Spal, che forse ha pagato un più o meno inconscio rilassamento mentale dopo il filotto di sette risultati utili di fila ed il raggiungimento del secondo posto. Può essere, e ciò merita che ci si soffermi un attimo sul discorso dei confronti con le “piccole”, o pericolanti che dir si voglia: se a Vercelli la Spal ha sicuramente sbagliato qualcosa, in generale non si può affermare che soffra per un difetto di atteggiamento quando affronta formazioni sulla carta inferiori.
A dirlo sono le cifre. Se dividiamo le 19 gare giocate finora in tre tronconi (contro le big, quelle di metà classifica e quelle che stanno in coda), ci rendiamo infatti facilmente conto di come la squadra abbia conquistato il suo bottino più consistente contro le squadre “di mezzo” (ben 14 punti su 18, all’altissima media di 2.33 a partita), e subito dopo con quelle di coda, contro le quali l’unica sconfitta è stata proprio quella di Vercelli. Il pareggio di Cesena (al cospetto di una squadra che soffre ma che piccola non è ) va ricordato come frutto di un’ottima prova, quello di Trapani non è stato scandaloso anche se con più personalità poteva arrivare il successo, l’X con il Latina è risultata utilissima - in condizioni difficili -, quindi non si può parlare di una Spal dagli atteggiamenti errati.
Il minor numero di punti è giunto al cospetto delle big, anche se la sconfitta di Frosinone la ricordiamo come estremamente rocambolesca, e quelle con Benevento, Verona e Perugia frutto di circostanze e prove ben diverse tra loro.
Insomma, si deve ritenere che Vercelli è stato semplicemente un episodio, una fermata lungo un percorso brillante e di crescita continua. Uno stop quasi fisiologico, una fermata per tirare il fiato. Sarebbe stato meglio che non accadesse, vista la dinamica attuale, il momento, ma adesso non cadiamo nel classico e cosmico disfattismo ferrarese. Il campionato della Spal resta eccellente, e con la Ternana sabato al “Mazza” ci sarà l’occasione per tentare di riprendere la strada della vittoria. Sarebbe un’ulteriore dimostrazione di forza. Dopo Perugia, la Spal si è messa in carreggiata. Dopo frosinone, ha inanellato la sua serie migliore. Ora può fornire un’altra risposta importante, per correggere il tiro nel trittico iniziato a Vercelli e che proseguirà con gli umbri e poi a Bari. Non si chiede di più.
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