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Sant’Agostino che beffa Savignanese di slancio

Sant’Agostino che beffa Savignanese di slancio

Prima Giuriola illude i locali, poi i romagnoli pareggiano e vanno in vantaggio Sconfitta che brucia, la difesa degli ospiti diventa un fortino e finisce 1-2

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SANT’AGOSTINO. Sconfitta che sa di beffa per il Sant’Agostino che gioca una bella partita ma esce con le pive nel sacco dal suo campo. I ramarri subiscono l’iniziativa della Savignanese nel primo tempo, ma sfiorano comunque il gol del vantaggio. Gli avversari reagiscono rendendosi pericolosi in varie occasioni, ma sino all’intervallo il risultato non cambia.

Nella ripresa, si scatena Giuriola che al 2’ salta tutta la difesa ospite e scaraventa in porta il pallone: 1-0.

I bianco-verdi sono in vantaggio e tengono il pallino del gioco. Per un errore in disimpegno, però, subiscono un calcio d’angolo. Battuto il corner, si accende la mischia in area e l’arbitro comanda il calcio di rigore; a nulla servono le proteste dei locali. Casadei si incarica della battuta e trasforma dagli undici metri: 1-1.

I padroni di casa provano a riportarsi avanti e costringono i romagnoli nella propria metà campo. Ma in contropiede gli ospiti possono essere letali. Prima sfiorano il raddoppio con una conclusione che finisce di pochi centimetri alta sopra la traversa, poi sfondano dalla sinistra da cui parte un cross per Lolli che in spaccata beffa il portiere Moretti: 1-2.

Stordito, il Sant’Agostino non si scompone e si rigetta in avanti. C’è tempo anche per vedere il palo interno negare la gioia dei gol ai bianco-verdi quando manca una decina di minuti alla fine. Poi, tanto possesso palla, verticalizzazioni, ma i romagnoli sono tutti dietro la linea della sfera e non si trova più nemmeno uno spiraglio. Insomma, un buon Sant’Agostino alla fine cede, ma un punto l’avrebbe meritato. Il gol subìto su rigore ha cambiato le sorti del match. Ma i ramarri hanno dimostrato di essere una buona squadra e soprattutto di saper giocare a calcio nonostante un terreno di gioco non in perfette condizioni.

Corrado Magnoni

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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