«Spal: errori, iella e pausa mentale»
Il grande ex: passaggi sbagliati, il palo e Pro più vogliosa
FERRARA. Stefano Primizio, 143 presenze nella Spal (di cui ha anche vestito la fascia di capitano) che ne fanno uno degli alfieri biancazzurri. Sabato l’ex terzino era a Vercelli, a due passi da casa (è nato e risiede a Trino), per seguire da vicino la sua squadra del cuore. Impressione mitigata.
Primizio, quest’anno aveva già visto la Spal?
«Dal vivo no. Ho approfittato dell’occasione. Ma su Sky ho assistito praticamente a tutte le partite».
Che dice della sconfitta di Vercelli?
«Peccato. Il palo di Antenucci ha mutato il corso della gara: se quel pallone va dentro, e la Spal passa in vantaggio, poi cambia tutto. Tra l’altro, quell’inizio di secondo tempo è stato davvero interessante, bello. Ma c’è stato l’episodio del palo. E subito dopo la Pro ha segnato, grazie ad una punizione mezza regalata. Lì la Spal si è disunita, sugli altri gol ha un po’ dormito. Tutto, o molto, ruota intorno al legno che ha detto no ad Antenucci, ma nel complesso non è stata una Spal brillante. Poteva anche finire 0-0, però non ritengo che la Pro Vercelli - imponendosi - abbia rubato qualcosa».
Come sostiene la sua tesi?
«La Spal ha patito due fattori: i propri errori di misura a centrocampo e la maggior voglia di vincere della Pro. La squadra di Longo ha impresso ritmo, ci ha messo corsa e aggressività, quei due “bestioni” là davanti (Morra e La Mantia; ndr) hanno pressato come ossessi impedendo che la Spal uscisse da dietro girando palla come fa di solito. Una Pro Vercelli molto aggressiva che ha chiuso gli spazi, raddoppiando ed anche triplicando - su Antenucci - le marcature. Mister Longo ha impostato tutto sui raddoppi, ha chiuso le corsie laterali, ha bloccato Lazzari. La sua squadra ha vinto più duelli ed ha mostrato maggior voglia di vincere».
L’errore della Spal?
«Gli errori. I passaggi sbagliati, la cui sintesi è quello di Schiattarella che nel primo tempo aveva la soluzione per mettere in porta Zigoni a destra o Antenucci a sinistra ed ha sbagliato banalmente la misura dell’invito. E poi, forse, mentalmente la Spal ha pensato che la partita fosse abbordabile, contro una squadra che non si imponeva da nove match. Ma la Pro Vercelli è abituata a lottare, da anni battaglia per salvarsi, ha dentro questo agonismo. La Pro ha dimostrato di volere i tre punti più della Spal. La lezione serve per capire che tutte le partite vanno giocate al massimo livello. Ma non ne farei una tragedia, ci sono gare che nascono così. È stato un episodio. Si riparte subito, e via».
Vanno evitati contraccolpi.
«Non devono esserci, e perchè mai? La Spal sta andando oltre le aspettative, è una neo-promossa, la squadra c’è e merita di trovarsi dov’è. Ma tutto l’ambiente deve capire dove si è, la B è lunghissima e difficilissima, ci sta di incappare in qualche sconfitta: i ko vanno analizzati, non devono essere motivo di critiche o preoccupazioni. La Spal, per il campionato che sta conducendo, deve essere solo complimentata. Capisco la delusione per la sconfitta di Vercelli, perchè era arrivato il secondo posto, si parlava di serie A, giornali ed emittenti si sono occupati in lungo e largo della Spal, però non bisogna mai perdere d’occhio la realtà. È un campionato apertissimo, si fa presto a salire come a scendere. E non condivido le critiche a Meret».
Quali, scusi?
«Avevo persone vicino a me che sollevavano perplessità... È giovane, è il portiere del futuro, lasciamolo lavorare. Sui gol poteva fare nulla, va lasciato tranquillo, non deve sentire pressione addosso».
E adesso?
«Sabato c’è la Ternana, giusto? Sarà dura, ma la Spal ha tutto per farcela. . Ripeto: realismo. Però, mai dire mai... Magari esce un’impresa come quella del Crotone...».
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