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Bondi sul mercato: arriva Rush, un avviso per Roderick

di Marco Nagliati
Bondi sul mercato: arriva Rush, un avviso per Roderick

Basket A2. L'ex biancazzurro si allenerà con la squadra. Se Terrence non manderà rapidi segnali di crescita verrà "tagliato".

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FERRARA. Sette sconfitte consecutive, l’arrivo dell’ultima in classifica Recanati (giovedì 29 dicembre) e un rendimento dei giocatori statunitensi non ritenuto all’altezza non potevano lasciare indifferente il management della Bondi. E così arriva un fragoroso “avviso ai naviganti”: da martedì 26 dicembre in palestra ad allenarsi con i biancazzurri ci sarà Erik Rush. L’americano con passaporto svedese a Ferrara l’anno scorso e che dieci giorni fa ha transato il contratto con i francesi del Bourg en Bresse di Pro B. Con i biancorossi d’oltralpe non un rendimento scintillante per Rush: 9 partite con la media di 6.1 punti e 2 rimbalzi. Erik non s’è trovato ed ha chiesto di cambiare aria. Ora cerca squadra e nell’A2 italiana ha mercato: l’hanno sondato Fortitudo Bologna, Mantova e Forlì.

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L’ala, intanto, questa settimana lavorerà a Ferrara. E non è una semplice “cortesia” quella che gli concede la Bondi, in realtà Rush potrebbe essere ingaggiato se contro Recanati la coppia Roderick-Bowers non invierà segnali convincenti. Va ricordato che nella scorsa stagione, in maglia estense, Rush fu globalmente tra i più positivi chiudendo con 17.2 punti a partita e 7 rimbalzi. Erik non avrebbe le esatte caratteristiche per subentrare a Roderick (l’indiziato maggiore per il “taglio”), ecco perché - oltre a concedere a T-Rod una prova d’appello - lo staff tecnico biancazzurro utilizzerà questi giorni di allenamento per valutare se l’eventuale neo arrivato sarà compatibile con Bowers e Cortese. Perché si tratta di cambiare una guardia con un’ala, chiedendo più impatto a Mastellari e un sacrificio tattico a Cortese. Detto che, ad ogni modo, dall’esterno si scorge anche l’esigenza di un play da affiancare a Moreno, oggi come oggi sotto la lente d’ingrandimento c’è altro. Chiaro, però, che le posizioni di Roderick e Bowers sono diverse.

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Quest’ultimo, quando ha potuto giocare senza problemi di falli, ha fatto la differenza, spremendo leadership e potenza fisica. Pure troppa, in alcune circostanze. Il neo è esattamente questo: incomprensibile come un giocatore esperto qual è Laurence non riesca a gestirsi. Roderick, invece, rischia di pagare ben altro. Ed è indubbio che il candidato “forte” per l’addio è lui.

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Finora quasi mai ha mostrato solidità di gioco: spesso svagato, sovente pasticcione, difensore nullo con l’ironica constatazione che Terrence da qualche tempo sta uscendo troppe volte per raggiunto limite di falli. E l’aggravante è che pure in fase offensiva non ha inciso granché. Evidente che in una squadra “corta” come la Bondi, che non può attingere dalla panchina a risorse immense, l’apporto efficace dei due statunitensi è imprescindibile. Poi, un periodo opaco ci sta: il guaio è che Roderick finora non ha inviato incoraggianti segnali di svolta. Si aspetta la scintilla, che però sta tardando a diventare fulmine.

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