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Bondi, sbarca Rush Oggi si allena: un avviso a Roderick

di Marco Nagliati
Bondi, sbarca Rush Oggi si allena: un avviso a Roderick

Basket A2. Club sul mercato e americani sotto osservazione Contro Recanati serve una reazione o T-Rod sarà tagliato

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FERRARA. Sette sconfitte consecutive, l’arrivo dell’ultima in classifica Recanati (giovedì) e un rendimento dei giocatori statunitensi non ritenuto all’altezza non potevano lasciare indifferente il management della Bondi. E così arriva un fragoroso “avviso ai naviganti”: oggi in palestra ad allenarsi con i biancazzurri ci sarà Erik Rush. L’americano con passaporto svedese a Ferrara l’anno scorso e che dieci giorni fa ha transato il contratto con i francesi del Bourg en Bresse di Pro B. Con i biancorossi d’oltralpe non un rendimento scintillante per Rush: 9 partite con la media di 6.1 punti e 2 rimbalzi. Erik non s’è trovato ed ha chiesto di cambiare aria. Ora cerca squadra e nell’A2 italiana ha mercato: l’hanno sondato Fortitudo Bologna, Mantova e Forlì. L’ala, intanto, questa settimana lavorerà a Ferrara. E non è una semplice “cortesia” quella che gli concede la Bondi, in realtà Rush potrebbe essere ingaggiato se contro Recanati la coppia Roderick-Bowers non invierà segnali convincenti. Va ricordato che nella scorsa stagione, in maglia estense, Rush fu globalmente tra i più positivi chiudendo con 17.2 punti a partita e 7 rimbalzi.

Erik non avrebbe le esatte caratteristiche per subentrare a Roderick (l’indiziato maggiore per il “taglio”), ecco perché - oltre a concedere a T-Rod una prova d’appello - lo staff tecnico biancazzurro utilizzerà questi giorni di allenamento per valutare se l’eventuale neo arrivato sarà compatibile con Bowers e Cortese. Perché si tratta di cambiare una guardia con un’ala, chiedendo più impatto a Mastellari e un sacrificio tattico a Cortese. Detto che, ad ogni modo, dall’esterno si scorge anche l’esigenza di un play da affiancare a Moreno, oggi come oggi sotto la lente d’ingrandimento c’è altro. Dice il presidente Bulgarelli: «A Verona abbiamo chiesto una reazione e da parte degli italiani c’è stata. I nostri Usa, ancora, non ci hanno dato quel “quid” in più. O si cambia passo oppure prendiamo provvedimenti. La società è sul pezzo e attenta».

Chiaro, però, che le posizioni di Roderick e Bowers sono diverse. Quest’ultimo, quando ha potuto giocare senza problemi di falli, ha fatto la differenza, spremendo leadership e potenza fisica. Pure troppa, in alcune circostanze. Il neo è esattamente questo: incomprensibile come un giocatore esperto qual è Laurence non riesca a gestirsi. Roderick, invece, rischia di pagare ben altro. Ed è indubbio che il candidato “forte” per l’addio è lui. Finora quasi mai ha mostrato solidità di gioco: spesso svagato, sovente pasticcione, difensore opaco con l’ironica constatazione che Terrence da qualche tempo sta uscendo troppe volte per raggiunto limite di falli. E l’aggravante è che pure in fase offensiva non ha inciso granché. Evidente che in una squadra “corta” come la Bondi, che non può attingere dalla panchina a risorse immense, l’apporto efficace dei due statunitensi è imprescindibile. Poi, un periodo opaco ci sta: il guaio è che Roderick finora non ha inviato incoraggianti segnali di svolta. Si aspetta la scintilla, che però sta tardando a diventare fulmine.

Giovedì sera, nel fondamentale duello salvezza con Recanati, l’assetto della formazione di coach Trullo naturalmente non muterà. «Rimaniano in allerta - ribadisce Bulgarelli -: è innegabile che Roderick, dopo la buona prova di Imola, è entrato in una parabola discendente. È anche tra i primi del campionato per palle perse e non è certo un play che deve gestire tanti palloni. Non è quello del passato che dà il guizzo. Io spero in una reazione. Così come mi auguro che Bowers riesca finalmente a gestirsi con i falli: quando gioca 30’ vinciamo, sennò sono guai. Con Recanati affrontiamo una partita per niente facile».

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