La Spal ha il suo fortino e il sogno non finisce più
Ancora 3 punti al “Mazza” e l’obiettivo stagionale va rivisto al rialzo
FERRARA. Una premessa è doverosa: la Ternana che si è vista in campo allo stadio “Paolo Mazza” è sembrata davvero poca cosa. Una squadra lenta e prevedibile, che, colpita al cuore nei primi venti minuti dalle due reti di Zigoni, non è più riuscita a riprendersi, incassando anche altri due gol nella ripresa e tornando in Umbria con un pesante passivo. Evidenziati i demeriti dell’avversario, non si può non mettere in risalto i meriti della Spal.
Il dominio
Che quella della vigilia di Natale fosse giornata di grazia, si è intuito dai primi minuti del match, quando Lazzari, con un paio di sgroppate, aveva già fatto capire alla difesa di mister Benito Carbone quale aria tirasse sulla fascia destra. E il gol del vantaggio è arrivato presto, con una mirabile azione Schiattarella-Mora-Beghetto-Zigoni: tutto molto bello, per una rete da serie A. E la Spal non si è accontentata: sempre il furetto Lazzari ha messo in mezzo per Antenucci che, con tutto il suo “sapere” calcistico, ha portato a spasso mezza difesa della Ternana, per poi servire un assist perfetto a Zigoni, che non poteva fallire il raddoppio. Nella ripresa la Spal ha gestito la situazione, gli avversari non si sono mai resi pericolosi e si è ampliato il vantaggio.
Il fortino
In definitiva, una Spal convincente, come quasi sempre in casa in questo campionato e i numeri sono lì a confermarlo: in 10 partite interne ha ottenuto 7 vittorie, 2 pareggi e 1 sola sconfitta, quella contro il Verona. Ben 23 dei 35 punti sono stati conquistati nel fortino del “Paolo Mazza”, che ormai, per i settori a disposizione dei tifosi di casa, fa registrare quasi sempre il tutto esaurito. Se questo era il periodo in cui capire cosa farà la Spal “da grande”, viene da dire che ora c’è più da guardare verso l’alto che alle spalle. Nel calcio non si può mai dire, ma questa serie di gare - a parte l’inciampo di Vercelli, nel quale tutto il gruppo è incappato in una giornata sottotono - ha fatto vedere che la Spal può lottare per rimanere nei piani alti fino al termine del campionato.
L’obiettivo
I “prudenti” continueranno a guardare il vantaggio sulla quint’ultima, che ora è di +14 sul trio formato da Salernitana, Pisa e Pro Vercelli; i “realisti” guardano il vantaggio sulla prima fuori dai play off, che è proprio quel Bari a cui si andrà a fare visita giovedì sera nell’ultima partita di andata, vantaggio che ora è di 7 punti; i “sognatori” guardano il -3, ossia il ritardo dall’accoppiata di testa formata da Verona e Frosinone nelle due posizioni di classifica che valgono la promozione diretta in serie A. Senza fare troppi voli pindarici, ogni tifoso biancazzurro avrebbe sottoscritto questa posizione di classifica al via del campionato, ma l’appetito vien mangiando. Per capire se Vercelli è stato solo un incidente di percorso, arriva ora a puntino la trasferta in Puglia, che sarà un buon banco di prova per tutta la squadra in ottica continuità di rendimento.
Mercato
Gennaio sarà un mese notoriamente molto turbolento, legato alle mille voci di mercato che impazzeranno e ai trasferimenti: è auspicabile che non si muti troppo questo gruppo. Sarebbe davvero un peccato, ad esempio, perdere Beghetto e, anche se le sirene dal Genoa sono sempre forti, non sarebbe male nell’interesse di tutti trovare una formula che consenta all’esterno di rimanere fino alla fine della stagione alla corte di mister Leonardo Semplici. La linea della società è quella di continuare con questo gruppo, al massimo concedere la possibilità di andare a giocare a qualche giocatore poco impiegato, ma se poi dovessero arrivare offerte irrinunciabili, ovviamente si valuteranno.
Il sogno continua
Di certo, Ferrara tutta dev’essere grata alla famiglia Colombarini per il sogno che sta vivendo: un sogno che ha portato al terzo posto in serie B, qualcosa che sembrava impensabile solo qualche anno fa. E tutto lo stadio ha tributato cori e applausi rivolti ai patron Francesco e Simone, che meritano nella loro totalità. Patron che hanno anche assistito a parte della gara dalla Curva, a simboleggiare anche fisicamente questa unione tra società, squadra e pubblico. Una squadra che è sempre più nel cuore del popolo biancazzurro, come hanno sottolineato anche i cori personalizzati, ormai non più rivolti solo a mister Semplici: forte si è levato il nome di Luca Mora, altro trascinatore, e soprattutto di Pasquale Schiattarella, autentico leader in campo, che si è visto tributare anche una standing ovation da parte della tribuna, un fatto raro a Ferrara, per un giocatore che non sbaglia quasi mai una giocata. E ora arriva proprio una di quelle partite in cui l’esperienza di Schiattarella è basilare: sotto con Bari, con la gara del “San Nicola”, per tenere vivo un sogno. Quel sogno della prima lettera dell’alfabeto che in estate pronunciava solo il presidente Walter Mattioli, ma che ora non è più il solo a pronunciare.
Andrea Tebaldi
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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