«Adesso la Spal non è più una matricola»
Mister Semplici elogia la sua squadra per la prova di maturità sul campo di Bari
BARI. Proprio quasi come se la immaginava. La lunga serata barese, palcoscenico dell’ultimo atto ascendente del ritrovato campionato cadetto, riconcilia la Spal con un risultato positivo in trasferta. Un pareggio lontano da casa che mancava dal 21 novembre e vale il secondo "match sì" consecutivo dopo il pokerissimo pre-natalizio calato alla Ternana. Un modo come un altro per riallacciare il discorso dei precedenti sette risultati positivi infilati in serie prima dell’incidente di percorso di Vercelli. L’1-1 del San Nicola chiude l’anno solare e il girone di andata al meglio delle possibilità. E cioè con un piazzamento di rilievo nell’empireo dei playoff, per 36 punti in 21 giornate. Un confine al limite del sogno, forse inimmaginabile per la matricola di Leonardo Semplici.
L’allenatore fiorentino, artefice della cavalcata in B che ha coronato un 2016 con i fiocchi, esce dal seminato della scontatezza: «Non siamo più una neopromossa e lo abbiamo dimostrato anche a Bari», attacca il tecnico biancazzurro.
Quindi, la disamina tecnica, alla luce del piano di emergenza fronteggiato alla partenza direzione Bari. Vedi un Bonifazi non al meglio. Castagnetti e Gasparetto squalificati. E i problemi muscolari per Mora che si sommano all’influenza di Schiattarella e impongono la riscrittura del centrocampo. Contingenze negative che non hanno inficiato il rendimento globale: «Siamo scesi in Puglia in pieno allarme - le prime parole del tecnico estense - dovendo centellinare i giocatori in grado di scendere in campo. Non era facile affrontare un Bari di qualità e in netta ripresa dopo l’avvento di Colantuono al posto di Stellone. Al di là del blasone dell’avversario, ce la siamo giocata con la solita mentalità vincente».
Semplici affonda il colpo. Non manca la recriminazione per una vittoria sfumata nella ripresa: «Stavamo attaccando - prosegue il tecnico -, ma nella gestione della palla volevo qualcosa di più. Abbiamo avuto un’occasione clamorosa alla fine con Arini. Portiamo via un punto importante. Faccio i complimenti ai miei giocatori per questo punto al San Nicola. E per un girone d’andata straordinario».
Così il mister sui due rigori che hanno deciso il match: «Non li ho rivisti. Magari l’arbitro ha visto meglio di me. In realtà, non mi sono sembrati falli di rilievo. Ma se il direttore di gara ha deciso così, magari in maniera generosa, accettiamo le sue decisioni. Peccato per il pareggio dei biancorossi, perché stavamo portando a casa un risultato di grande valore».
Poi, ancora sulla formazione: «Ho diciotto, venti titolari. E tutti hanno risposto, anche chi gioca meno riesce a dare il suo apporto. Beghetto in panchina? Volevo fare giocare Del Grosso, professionista serio. Si dice che Beghetto vada a giocare in A (al Genoa, ndr): si è messo all’attenzione di squadre importanti, siamo contenti per lui».
Infine il primo mini-bilancio dell’andata: «Non pensavamo di poter arrivare così in alto - è il riferimento alla classifica - ma qualcosa non torna se vediamo quanto hanno fatto altre squadre come Spezia, Bari e Carpi, realtà che, per budget e potenzialità della piazza, verranno fuori alla distanza».
Infine, sul mercato: «Qualcuno partirà sicuramente, data la rosa troppo ampia, poi integreremo di conseguenza eventuali lacune. Noi non cacciamo nessuno».
Pierpaolo Paterno
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