«Ma quel rigore non l’ho affatto provocato io»
Schiavon e il penalty del pari: fallo su di me Pontisso non si esprime e si gode il punto
BARI. Con 33 gol fatti, la Spal si presentava nel capoluogo pugliese col secondo migliore attacco della serie B. Un lusso che sta permettendo ai biancazzurri del presidente Mattioli di recitare un ruolo di primo piano. I tanti gol segnati nella prima parte di stagione andata in archivio ieri sera (si riprenderà il 21 gennaio contro il Benevento dopo la lunga sessione del mercato invernale, ma la squadra si ritroverà il 9 gennaio per un richiamo di preparazione a "La Borghesiana" di Roma) rappresentano un indicatore inequivocabile. Segnale al quale anche ieri sera ha dato nuova luce Antenucci. Il bomber biancazzurro sposta gli equilibri dopo la mezzora sfruttando un rigore per l’ottavo centro personale in campionato, il primo dal dischetto.
Sul piatto ci finiscono però le situazioni incriminate dei rigori. Il primo con Pontisso protagonista insieme a Tonucci: «Sulle due circostanze - dice il centrocampista spallino - non mi esprimo. Vanno bene le decisioni del direttore di gara. Nonostante le tante assenze - insiste Pontisso - siamo riusciti a dare il meglio. È un buon punto».
Dello stesso avviso anche il centrocampista Schiavon, l’uomo incriminato nel contatto che ha originato la massima punizione barese: «Brienza è arrivato dopo di me. Nell’occasione ho toccato il pallone, ma è stato il giocatore del Bari ad avermi toccato. Bisogna rivedere le immagini. Mi dispiace. Comunque, abbiamo disputato un’ottima gara, portando via un punto importante. Alla fine si poteva fare anche meglio. Peccato per quel tiro terminato fuori sul finire di gara. Ora riparto più forte e ringrazio il mister per avermi fatto giocare. Ho tre settimane per rimettermi in condizione. Sarà un girone di ritorno a pieno regime. Abbiamo un organico importante, di qualità. E siamo terzi in classifica, ma pensiamo partita per partita. C’è tanto entusiasmo e tante voglia di calcio: lo dimostrano i trecento tifosi che ci hanno seguito a Bari. Noi daremo il massimo sino alla fine». (p.p.)
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