Argentana e Sant’Agostino in chiaroscuro
Eccellenza. La squadra granata è veloce ma paga l’assenza di un regista. I ramarri hanno perso troppi punti in casa
FERRARA. Più che di una gara di fondo, probabile che questo campionato si trasformi in una sorta di terrificante maratona delle sabbie senza neanche i tuareg a scuotere la testa per commentare la situazione. Al momento siamo al giro di boa. All'Argentana manca il recupero col Corticella, una specie di storia infinita. Comunque vada sarà un risultato importante. Argentana e S. Agostino sono al 12º e 13º posto, a sei e quattro punti sopra alla ipotetica zona play out, che comprende squadre che assolutamente non si possono dare per spacciate . Che bilancio si può tirare sulle due ferraresi?
Un bilancio preoccupato, nonostante i numerosi segnali positivi. L'Argentana è una formazione che ottiene buoni risultati quando carica al massimo sul l'acceleratore. Squadra leggera, veloce, senza registi o creativi: imprevedibile. Ma proprio per la sua leggerezza, che le consente di aggredire e caricare , paga qualcosa ai campi ed alle squadre pesanti. In assoluto, se ci si mette una certa ristrettezza della rosa, una squadra che può dare molto, ma, pur con la sua eccellente preparazione fisica, ad un certo punto correre più degli altri potrebbe anche non bastare. E se capita (ed è successo) l'assenza lunga per infortuni o altro, non sempre possono esserci alternative valide. Marchini ha mandato a rete undici giocatori diversi (Quattro a testa per Tumolo e Pagani), e 21 reti subite non sono nemmeno tante. Ma se in trasferta i granata tirano giù la saracinesca e subiscono poco (di dieci reti fuori casa, sette sono state subite in due gare e 9 in tre), purtroppo al “Lucio Mongardi”, a parte una volta, gli avversari almeno un gol lo hanno segnato. In pratica, i granata sono come dei ciclisti in fuga. Danno il massimo, spingono a tutta , mentre gli avversari pedalano ed aspettano una flessione. Se non arriva, ci si può anche divertire.
Per i ramarri, invece, il discorso è diverso. Come una manche ad eliminazione di un reality di cucina, i biancoverdi si sono resi conto che il piatto preparato, con ingredienti pregiati ed un cuoco di livello, proprio non funzionava. Cambio di cuoco e di piatto in corsa, realizzato con gli ingredienti rimasti e altri ben riciclati. Adesso il piatto tutto sommato funziona, e una volta finito può anche essere migliore di quanto non ci si aspetti, per gusto ed armonia. Ma intanto una parte degli ingredienti è inutilizzabile. Una sana zuppa di fattoria può essere comunque ottima, anche se chi si è seduto a tavola si aspettava cucina molecolare e più stelle Michelin della costellazione delle Pleiadi. Tra partenze, infortuni, assenze varie, probabilmente sarà necessario intervenire, o sperare di tener duro fino a quando tutti non saranno a disposizione. E poi giocarsela fino in fondo. Bisogna essere pirati feroci, non diportisti in pedalò. Il gioco c'è, e dieci uomini alla via del gol, spesso su palla inattiva e molti di loro difensori dicono che il gruppo sa lavorare e si impegna e Giuriola, quando c'è, può fare la differenza. Ma sono troppi i punti, finora, persi in casa.
Alessandro Bassi
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