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«Dovremo limitare la velocità della Bondi con tanta difesa»

«Dovremo limitare la velocità della Bondi con tanta difesa»

Basket A2. Coach Valli torna da ex alla guida di Forlì «Siamo avversari, non nemici, ma vogliamo vincere»

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FERRARA. Non proprio un debutto qualunque per coach Giorgio Valli sulla panchina dell’Unieuro Forlì. Dopo oltre sette anni dall’infausta retrocessione in A2 con Ferrara, il tecnico bolognese venerdì per la prima volta ritornerà a sfidare il proprio passato: «Avversari sì, ma non nemici: detto questo, vogliamo venire a vincere a Ferrara».

È forte e chiaro il messaggio di Valli.

«Approdo in una piazza storica e mi prendo subito un incarico oneroso: contro la Bondi, per noi, sarà quasi uno scontro diretto e acquista ancor più valore. Per me sarà l’esordio, in un campo che conosco abbastanza bene, diciamo che il destino è stato più originale di Alfred Hitchcock».

Com’è stato il primissimo impatto con il mondo forlivese?

«C’è un clima un po’ depresso, anche perché quando perdi dieci delle ultime undici gare, beh, l’ambiente non può che essere un po’ sottotono. C’è un però…».

Quale?

«Allo stesso tempo c’è grande voglia di riscatto e di trovare un salvagente a cui aggrapparci tutti. Badate bene, il salvagente non sono io: l’idea è quella di ricominciare, di resettare con il nuovo anno, percorrendo il girone di ritorno con l’obiettivo di lasciarci alle spalle le delusioni e le scorie di qualche settimana fa».

Giocare senza Blackshear non è facilissimo.

«E’ un problema, anche perché è un giocatore su cui il club aveva puntato molto. Non averlo ha il sapore della beffa, allo stesso tempo dico che dobbiamo guardare avanti e fare con ciò che si ha. Cerchiamo di prendere il 10% in più da tutti gli altri».

Ha cominciato a studiare la Bondi?

«L’ho vista giocare contro la Virtus e un’altra volta…».

Che impressione ne ha tratto?

«Corre molto ed è atletica. Per noi sarà un problema, ci aspetta un impatto importante. Cercheremo di limitare le loro transizioni e i loro contropiede».

Difendendo anche a zona, duramente.

«Quando un allenatore arriva, non riesce a mettere a posto l’attacco, anche perché richiede più tempo. Ci vogliono un paio di mesi e non due giorni affinchè l’attacco assuma l’identità voluta dall’allenatore. Per ciò che concerne la difesa, è un discorso un po’ più pronto. Cercheremo di essere belli agguerriti e aggressivi da subito».

Per lei, prima volta che affronterà il proprio passato.

«Sarà un miscuglio di sentimenti contrastanti: da una parte di grande piacere, dall’altra di grande preoccupazione, anche perché saremo lì a lavorare. Credo e spero che la palla a due farà svanire tutto per le due ore successive. Dopo di che, ognuno di noi penserà a fare il meglio».

Lorenzo Montanari

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