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Il grande orgoglio dell’allevatore Boschetti

Il grande orgoglio dell’allevatore Boschetti

«Sono anche allenatore, ho 250 colombi. Franco è un fondista, ha vinto volando a 74 km all’ora»

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FERRARA. Luca Boschetti, cosa rappresentano per lei i colombi?

«Una passione, coltivata da anni, conosciuta in famiglia».

Lei possiede solo Franco?

«Ma certo che no! Nella mia colombaia, a Fondo Reno (frazione a circa 9 km da Ferrara; ndr) ho 250 colombi. Sono un allevatore».

E che ne fa?

«Li uso per fare le gare, naturalmente».

Come funzionano queste prove?

«I colombi hanno un anello matricolare che viene messo loro quando sono ancora piccoli, poi sono dotati di microchip. Vengono passati per l’ingabbio, messi sui camion e trasportati nella località stabilita come luogo di partenza della gara. Servono cautele, attenzione: il viaggio, il camion, le curve... Può essere dura. La mattina, poi, vengono liberati: il primo che arriva a casa, vince».

Come, a casa?

«Eh, certo, rientrano nella propria abitazione. C’è un computer che quando il colombo arriva segna ore, minuti e secondi, e distanza percorsa. Il proprietario ha dieci minuti di tempo per avvisare il commissario, poi si toglie il dischetto e lo si porta nella sede del comitato di appartenenza, da dove i dati vengono trasmessi alla Federazione Colombofila Italiana, che ha sede a Reggio Emilia».

Le gare quante sono?

«Abbiamo un calendario con 25 manifestazioni sportive. La più corta è quella di Fano, la più lunga parte da Otranto. Le discipline sono fondo, mezzofondo e velocità. Poi ci sono anche manifestazioni interprovinciali».

Ma come si allena un colombo?

«Ogni giorno li libero, con variabili legate alla presenza o meno di nebbia e falchi, e stanno via 30/40 minuti, poi tornano».

Come fanno? Sia quotidianamente che in occasione delle gare...

«Sono intelligentissimi, e si orientano, volano per tornare a casa. Io sono allevatore, allenatore e giudice nazionale. A 4 mesi i colombi possono già fare gare da 20 chilometri».

Franco che tipo di... atleta è?

«Un fondista. Ha vinto a Brindisi. È stato lanciato alle 6 del 28 maggio ed alle 15.25 è arrivato a Ferrara, volando ad una velocità media di 74 km all’ora».

Ma non si fermano? Non ci sono rischi?

«Sono gare molto dure, i colombi devono essere al 100% della condizione. Le gare fanno registrare anche molte perdite, a causa di pericoli quali cacciatori, falchi e fili della luce. Ma non si fermano, se lo fanno è solo per bere».

Un colombo-atleta come viene allevato?

«Con massima attenzione per il cibo, adesso ad esempio viene somministrato quello invernale; poi visite veterinarie, medicine, vitamine al rientro dopo ogni gara. I colombi vanno accuditi nel miglior modo possibile».

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