«La sicurezza fra i pali ce la siamo costruita»
Il preparatore Scalabrelli per la prima volta si è trovato a gestire tre portieri «Con due ragazzi di prospettiva occorreva coprirsi le spalle: avanti così»
FERRARA. Quello della Spal è stato un girone d’andata decisamente movimentato rispetto all’utilizzo nel ruolo di portiere. La squadra biancazzurra, come noto, è stata costretta per alcune vicissitudini (convocazioni in Nazionale under 21 e infortuni vari) ad affidare la custodia della propria porta a tutti e tre i portieri presenti in rosa. Dieci presenze per Alex Meret, sette per Paolo Branduani e quattro per Gabriele Marchegiani. Sulle loro prestazioni si è discusso in ogni angolo della città estense con cadenza settimanale, per non dire quotidiana. Anche in virtù di questo motivo, a campionato fermo, abbiamo voluto fare il punto della situazione con il preparatore dei portieri spallino, Cristiano Scalabrelli.
Mister, le era mai capitato di vedere impiegati in un girone d’andata tutti i “suoi” portieri?
«Non ho mai avuto tre portieri in rosa, perché il cosiddetto terzo è sempre stato un aggregato per necessità dal settore giovanile. Comunque, no. È stata una cosa particolare, anche se eravamo preparati: in estate ci siamo tutelati, sapendo che Meret avrebbe saltato qualche partita per via delle convocazioni della Nazionale».
Qual è il giudizio sul loro operato fino a questo momento?
«Positivo e inaspettato, se consideriamo la giovane età dei due nuovi ragazzi, di cui conoscevamo il potenziale, ma che non avevamo mai visto all’opera. È stato un po' un rischio, viste le difficoltà della nuova categoria, ma tutti e tre i ragazzi sono professionisti seri ed esemplari, che sfruttano tutti gli allenamenti per poi riversare le loro qualità in campo».
Ritiene di aver letto critiche che ritiene esagerate o errate?
«Quello del portiere è un ruolo che viene spesso giudicato anche solo per un episodio e non in base alla prestazione nell’arco dei novanta minuti. Spesso al primo errore si viene condannati e questo è un pochino un limite di giudizio da parte di chi non ha mai giocato in porta e che ovviamente non può percepire e conoscere certe dinamiche. Pensate che nemmeno gli addetti ai lavori riescono a valutare sempre appieno il ruolo del portiere ed è per questo che c’è un allenatore apposito per il ruolo. Personalmente sono molto esigente, le mie critiche ai ragazzi le faccio, ma sono sempre costruttive, per poi lavorare ed estrapolare i particolari».
Meret potrà realmente diventare uno dei portieri di riferimento per il panorama italiano?
«In serie A sicuramente ci arriverà, poi lì sarà da valutare. Per la consacrazione servono alcuni anni e molto dipenderà dalla squadra in cui giocherà e il tipo di esperienza che potrà fare in campo. Un’esperienza soprattutto mentale, perché il portiere è un ruolo che tiene conto soprattutto di sicurezza e carattere. In questa prima parte di stagione il ragazzo ha fatto bene. Inizialmente ha pagato lo scotto di aver saltato tutto il ritiro e di non aver fatto le vacanze, ma poi ha dimostrato il suo potenziale. Peccato per l’infortunio che l’ha lasciato fuori alcune partite e ne ha un pochino condizionato il rientro, ma Alex già con la Ternana e il Bari ha ricominciato il suo percorso di crescita con buone prestazioni».
Cos’ha detto, invece, a Marchegiani prima dell’esordio a Trapani?
«Gli ho detto di stare tranquillo, perché si giocava in un ambiente caldo e che avrebbe preso i classici insulti da portiere... Tra l’altro, ricordo che ci hanno fatto fare il riscaldamento sotto la loro curva. In quella gara è partito un po’ contratto, ma poi ha fatto bene, così come nelle altre occasioni in cui è stato chiamato in causa».
Possibile che Branduani lasci la Spal a gennaio?
«Se in estate l’abbiamo confermato anche per questa stagione è perché avevamo e abbiamo fiducia in lui. Ha giocato anche lui le sue partite e quando i tre portieri si alternano è un attimo rimanere fuori. Se deciderà di andare a giocare altrove, sarà una sua scelta. In questo caso sarà necessario andare a opzionare un altro portiere, perché vogliamo lasciare Demba, un altro profilo che riteniamo interessante, a lavorare e a metter partite in cascina con la Primavera».
Alessio Duatti
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google
