La Bondi si riscopre travolgente: Forlì ko
Basket A2. A metà terzo quarto la svolta. Difesa, rimbalzi e contropiede così il match salvezza è un dominio estense
FERRARA. ... e a un certo punto si rivive lo showtime. La Bondi torna a galoppare come Attila: rade al suolo quel poco che resta di Forlì. La testa si libera dall’angoscia del punto a punto, del duello salvezza da conquistare a tutti i costi. E i biancazzurri tornano quelli dei tempi belli: divertenti, spettacolari, vincenti. Dopo Recanati (ultima), ecco piegata l’Unieuro (penultima): ossigeno. Stampelle, ma c’è ancora lavoro da fare per rendere solida ogni singola prestazione e la classifica. Ieri, al Pala Hilton Pharma, 25’ bruttini e sofferti, poi - nel momento peggiore sotto il profilo del risultato (break di 2-8 per i romagnoli) - la pattuglia ferrarese è lievitata. Certo, Forlì s’è spenta remissiva e senza attenuanti psicologiche, semmai le ha tecniche: senza Blackshear ha pochissima fisicità. Manca però tanto altro, soprattutto sotto canestro. Il debutto di Valli sulla panchina biancorossa è stato disastroso: avrà un sacco di lavoro da fare. Male anche l’altro ex, Ferri: stenta ad avere la squadra in mano.
L’ha presa, invece, Moreno riemerso dal tunnel di un avvio gara evanescente e teso (due falli in meno di 3’). Appena Roderick ha smesso di varcare metà campo palla in mano, palleggiando e forzando, lasciando il playmaking a Moreno, la Bondi ha svoltato. Un pizzico di difesa, un grappolo di rimbalzi e manciate di contropiede: il terzo quarto è stato l’apocalisse degli ospiti. Prima parziale di 9-0 estense, poi 11-1 infine rifinito in un 23-4. Dal 35-37 al 58-41 del 29’. Dapprima T-Rod a squassare la front line difensiva forlivese, priva di gambe reattive. Poi palla sotto per l’immarcabile Bowers. La ciliegina è stata la continua ricerca della transizione. Al 30’, sul 61-45, la gradinata romagnola ha iniziato a contestare pesantemente i suoi, la curva ferrarese s’è invece goduta l’assalto a brutto muso dei propri beniamini al canestro rivale. L’Unieuro ha staccato la spina (è sprofondata al “-29” al 39’: 80-51) e questo ha fatto ulteriormente imbufalire gli aficionados ospiti. Però, per 25’, c’è stata partita. Non bellissima, invero. Da un lato la Bondi costruiva confusione, aggiungendo due gocce di frenesia distillate da Roderick. Forlì ha retto perché Crockett ha fregato un paio di volte l’“Ammiraglio” Bowers, Pierich - vecchio leone - ha graffiato con due-tre tiretti mortiferi. E dire che la Bondi dominava a rimbalzo (superbo Pellegrino), già trovava sprazzi di contropiede. Però male ai liberi e pessima pulizia di manovra. All’intervallo 33-29. Si riparte, Forlì azzecca un 2-8 e si sentono brividini sulla schiena: 3º fallo Moreno, 3º e 4º Pellegrino, 3º per Ferri e Vico. Una grandinata dalla quale si ripara meglio la Bondi. Uno: Moreno si riappropria del ruolo e fa il regista; due: Bowers mette la museruola a Crockett; tre: al 23’ entra Soloperto (mano destra ko: non doveva giocare) e col capitano il dominio dei cieli aumenta. Mattia è una “presenza” totale con una mano sola e il tappo salta: Roderick spadroneggia, Bowers è devastante, Cortese c’è sempre. Forlì va in mille pezzi, la Bondi si ricompatta.
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