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Bennike entra subito nella storia

Bennike entra subito nella storia

Del danese, contro la Juve, il primo gol nella massima categoria

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FERRARA. Il 1951 è un anno particolare per Ferrara. La Spal è in serie A per la prima volta nella storia, e l'avvenimento va abbondantemente oltre l'aspetto meramente sportivo. Il coinvolgimento è totale, assoluto. La città è pervasa da un fervore, financo da un'eccitazione, che forse non hanno precedenti.

Un volumetto dell'epoca nell'intestazione recita: ý«Competenza di dirigenti, valore ditecnici, volontà di atleti, passione degli sportivi, entusiasmo di tutta una popolazione,prestigio della città di Ferrara».

In questa formula, crediamo, è racchiuso tutto il profondo significato della Spal in serie A. Ed anche il segreto dell'ascesa e della futura lunga permanenza nella massima categoria.

Bugatti, Guaita, Carlini, Emiliani, Macchi, Nesti, Marzani, Mussino, Quaresima, Bennike, Fontanesi I. Allenatore, Antonio Janni.

È questa la prima formazione della Spal in serie A. Il debutto? Di prestigio: il 9 settembre 1951, a Torino, contro la Juventus. E arriva subito l’impresa. I biancazzurri si trovano in svantaggio ma si battono con orgoglio e qualità, sono indomiti e pareggiano con Bennike, su rigore. Di più: la Spal sfiora la grande impresa ed è la traversa a negare allo stesso Bennike il gol della clamorosa vittoria.

Il danese è dunque nella storia, suo il primo gol spallino in serie A. Niels Bennike era una mezz'ala tecnica ed elegante, con discreta propensione al gol. Nazionale danese, Mazza lo ingaggiò per 8 milioni dell’epoca dal KB Copenhagen facendone un perno della squadra che avrebbe conquistato la promozione in A al termine della stagione 1950/51. Bennike risultò il cannoniere della squadra con 16 gol e si guadagnò una meritatissima conferma. In biancazzurro avrebbe disputato anche i primi due campionati di serie A, con 4 gol per stagione, poi venne trasferito al Genoa.

Al suo fianco, nel 51/52, altri due stranieri: il compatriota Dan Oernvold ed il turco Bulent Aziz Esel. Quest’ultimo era un vero goleador. Prelevato dal Besiktas Istanbul, nazionale, Bulent (come tutti i calciatori turchi di ieri e di oggi veniva messo a referto col nome di battesimo; il cognome in realtà era Esel) debuttò alla quarta giornata con il Como e andò in gol per la prima volta in occasione del settimo turno, segnando la rete della vittoria a Genova contro la Sampdoria: quel successo valse alla Spal la nomea di «squadra corsara», che poi le rimase. Bulent da lì, in pratica, non si fermò più, ed a fine stagione i suoi gol sarebbero stati 14: un bottino ragguardevole,tale da farne il cannoniere della squadra biancazzurra.

La Spal valorizza il portiere Bugatti e l’ala sinistra Fontanesi, che sarebbero arrivati in Nazionale nell’arco di appena 9 mesi dal debutto in A. Significativi, poi, anche i risultati: pareggi contro l’Inter (a Ferrara) e Milan (a San Siro), come a Firenze, e successo sul Napoli. Ma, soprattutto, si ricorda la prima vittoria in una gara ufficiale contro il Bologna, 2-1 nel derby giocato a Ferrara il 18 novembre 1951. Una performance seguita dall’1-1 nel match di ritorno. E come dimenticare il tonitruante 4-0 alla Lazio?

La Spal si piazza al 9º posto finale, mica male. Così asce il mito della provinciale per antonomasia del calcio italiano. E il bello deve ancora venire.

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