Il sogno di Mazza era conservare la serie A Adesso l’obiettivo è diventato riconquistarla
Il calcio a metà degli anni ’50 ha subìto una prima evoluzione dell’epoca post bellica. Sono state introdotte delle novità che hanno preso piede progressivamente. La Spal non ne è stata esente. Ha a...
Il calcio a metà degli anni ’50 ha subìto una prima evoluzione dell’epoca post bellica. Sono state introdotte delle novità che hanno preso piede progressivamente. La Spal non ne è stata esente. Ha a sua volta adottato il catenaccio puro comune ad altre formazioni. Quando lo ha fatto, però, è andata incontro alle sue stagioni meno brillanti.
È stato quando è uscita da questa dimensione tattica, quando il presidente Paolo Mazza (nella foto a fianco) ha completato il puzzle allestendo la formazione destinata a raccogliere il miglior piazzamento di sempre, quando ha seguito determinati criteri, che la Spal ha preso il volo.
Certo, senza venire meno a determinate caratteristiche, allo spirito garibaldino, a quelle risorse necessarie per restare in serie A, per scalare la classifica, per creare grattacapi agli squadroni.
Non si possono fare paragoni tra la Spal di quegli anni e quella attuale. Troppo diverse le epoche, troppo diverso il calcio. E diversa la categoria.
C’è però una cosa da sottolineare. Oggi, ai giorni nostri, la Spal di mister Semplici è in lotta per la serie A seguendo la strada del gioco. I pareri sono pressochè unanimi nell’affermare che i biancazzurri praticano il miglior calcio del campionato. Negli anni ’50 il sogno era mantenere la serie A. Adesso, il sogno è quello di tornare in una categoria che manca dal 1968.
La nostra carrellata ci consente di ripercorrere l’antica epoca della A. Con l’auspicio che poi - tra non molto tempo - se ne possa tornare a parlare al presente.
(2, continua)
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