Salvezza all’ultima giornata
In cassa però entra un tesoretto e la Coppa rivela giovani importanti
FERRARA. Anno di grazia 1957/58. Si può dire? Francamente, no.
La stagione della Spal non è di quelle da consegnare agli almanacchi. I biancazzurri finiscono in un ampio gruppone che chiude appena sopra la zona retrocessione. La posizione conclusiva dice che il margine su chi è destinato a scendere in serie B è +2. Non troppo rassicurante, anche perchè il verdetto giunge all’ultimissima giornata di campionato.
Ma le dinamiche dell’annata quali sono? Si comincia dall’estate, dal mercato. I gioielli Di Giacomo e Novelli vengono venduti. Paolo Mazza mette a segno il colpaccio: li cede in tandem, al Napoli. Fa cassa, il presidente, ma indebolisce la squadra. Lo sa perfettamente, però deve mettere da parte un tesoretto utile in prospettiva futura.
Torna Macor, arriva il giovane centravanti Rozzoni (poi destinato ad una discreta carriera), resta Sandell ma sostanzialmente ci si ferma lì. Poco per farla franca e superare l’handicap sportivo rappresentato dalla partenza dei pezzi migliori.
L’avvio in realtà dice bene: pareggio sul campo della Roma, nuova vittoria contro l’Inter, un secco 2-0 firmato Prenna e Rozzoni. Poi, però, la Spal inizia a faticare sempre più. Vince due volte in dieci gare, perde in cinque circostanze, tra cui in casa contro il Bologna. Arrivano batoste mica da ridere: 1-5 col Milan, 4-0 a Milano contro l’Inter. La vittoria a Bologna è ossigeno, ma l’altalena continua ed alla penultima giornata la Spal subisce un poker ad opera del Milan. Morale: la salvezza si decide all’ultimo turno, a Ferrara, contro l’Atalanta. Per fortuna va tutto bene, ma che sofferenza. In vantaggio 2-0, la Spal subisce il gol bergamasco a pochi minuti dalla fine, ed è un batticuore. Poi può esplodere la festa. Pericolo scampato.
La Coppa Italia non è che porti soddisfazioni consolatorie. Si gioca in piena estate 1958, al termine del campionato, in coincidenza con i Mondiali in programma in Svezia. La Spal rifila 6 gol sia al Modena che al Bologna ma ne subisce 5 dalla Reggiana e termina terza nel proprio girone, venendo eliminata.
Di positivo c’è che proprio la Coppa permette di vedere all’opera Gianfranco Bozzao e Saul Malatrasi. Il terzino veneziano viene dall’Arezzo, la Coppa Italia è una sorta di collaudo in vista del 58/59. Sarà un big, una delle figure storiche della Spal.
Dal canto suo Malatrasi è invece maturato tra i giovani e si prepara ad essere lanciato in grande stile nella stagione alle porte: diventerà uno dei migliori difensori del calcio italiano, plurivittorioso - in Italia, in Europa, nel mondo - soprattutto con le maglie di Inter e Milan.
L’altra cosa da ricordare è appunto il citato gruzzolo entrato in cassa grazie alle cessioni di Novelli e Di Giacomo a inizio stagione. Quei soldi serviranno a preparare il futuro, ad acquistare qualche elemento che si rivelerà determinante come ad esempio - per la nuova annata alle porte - l’attaccante Morbello. Sarà uno dei pilastri della squadra che due anni dopo si arrampicherà là dove la Spal non era mai arrivata prima e dove non è più arrivata dopo.
Il presidente Paolo Mazza, in definitiva, ha seminato e sta seminando bene. I frutti non tarderanno ad arrivare.
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