Spal, la sorpresa A fine andata è 3ª Poi altri exploit
Fermate Juve e Milan, battuto il Bologna Lanciati Di Giacomo e Novelli. E c’è Gibì Fabbri
FERRARA. Dopo la miracolosa permanenza in serie A al termine della stagione 1954/55 (retrocessione sul campo, poi il ripescaggio estivo grazie alla retrocessione - corruzione - di udinese e Catania), il presidente biancazzurro Paolo Mazza inizia a costruire uno dei suoi capolavori.
Mix azzeccato
Ingaggia vecchi fuoriclasse quali l'ungherese Vinyei, preleva dal Messina un ªcertoº Gibì Fabbri (destinato ad entrare nella storia spallina soprattutto come allenatore, uno dei più amati di sempre, in anni successivi), lancia l'ala Carlo Novelli ed il centravanti Beniamino Di Giacomo.
Il nono posto finale, nel 55/56, va di lusso. Anche perchè la Spal chiude sottobraccio addirittura con la Juventus, cui impone due pareggi (2-2 a Torino e 0-0 a Ferrara).
L’avvio di stagione è più che positivo, con sei risultati utili di fila tra cui la vittoria interna 2-1 nel derby con il Bologna. La Spal allenata da Fioravante Baldi è sicuramente la sorpresa del campionato, tanto che chiude il girone d’andata al terzo posto. I biancazzurri giocano bene, praticano un calcio frizzante, il Comunale è sempre gremito e la squadra fa leva sulla buona vena realizzativa del terzetto avanzato composto da Macor (9 gol), Novelli (8 reti) e Di Giacomo (7).
Gli stranieri sono il citato Vinyei (età imprecisata, difensore straordinario), il centrocampista svedese Lofgren ed il brasiliano Dido. Quest’ultimo non può essere utilizzato subito, per problemi di tesseramento, e debutta solo il 4 dicembre: Spal-Lazio 1-0. L’attaccante brasiliano però stenta ad ingranare, a dispetto delle indubbie qualità, ed a fine campionato il suo bilancio parlerà di appena 3 gol.
Mezza stagione sicuramente più che brillante, chiusa però dalla sconfitta 3-1 a San Siro contro l’Inter. In assoluto, nulla di strano. Ma gara non banale, da ricordare, da consegnare agli annali.
La bestia nera è... Massei
Questo perchè in quella partita ad affossare la Spal è un certo... Oscar Alberto Massei. Argentino, centravanti, bomber del Rosario Central, elegante, tecnico, stoccatore eccezionale ma che ama partecipare al gioco. È arrivato all’Inter da un mesetto e l’impatto con il calcio italiano è devastante: 9 gol nelle prime 14 partite in nerazzurro. Di queste reti, due le rifila proprio alla Spal, al 42’ e all’88’. Quel giorno, Massei e la Spal non sanno ancora che il futuro li unirà facendone uno (in un ruolo diverso da quello originario) il simbolo dell’altra, il più grande giocatore della storia biancazzurra, il calciatore con il quale ancora oggi viene identificata la Spal di Paolo Mazza.
Un calo indolore
In avvio di ritorno la Spal conquista 3 vittorie e 1 pareggio in 5 partite, poi pareggia a Bologna quindi blocca il Milan. Ce n’è abbastanza per essere soddisfatti. Subentra l’appagamento, la Spal rientra nei ranghi, dal 18 marzo al 3 giugno batte solo il Vicenza (5-0, il 29 aprile) e per il resto colleziona 4 pareggi e 6 sconfitti. Ma la buona impressione complessiva non viene cancellata. La difesa è la 4ª del campionato. E, soprattutto, sono stati lanciati e valorizzati alcuni elementi che contribuiranno alle fortune sportive ed economiche della società.
Per questi motivi l’annata va considerata ampiamente positiva. Sono state cancellate le paure e gli stenti delle due precedenti stagioni. Mazza poggerà su queste basi per lavorare ancora profondamente all’intelaiatura del gruppo. Servirà un po’ di pazienza, qualche anno, ma pezzo dopo pezzo il mosaico biancazzurro verrà completato e la Spal arriverà a toccare il punto più alto della propria parabola. Ci sarà tempo per parlarne, in una prossima puntata.
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