La Nuova Ferrara

Sport

Vittorie contro Inter, Juventus e Milan

Vittorie contro Inter, Juventus e Milan

Storico tris di successi: oggi un filotto del genere scatenerebbe il delirio popolare

3 MINUTI DI LETTURA





FERRARA. Alla sesta stagione consecutiva in serie A, la Spal si sta progressivamente imponendo come una delle provinciali di lusso del calcio italiano. Impossibile non cogliere - in questa affermazione - la mano di Paolo Mazza. Il presidente è sempre più riconosciuto come un mago del mercato, di cui è uno dei protagonisti principali. È gestore e tecnico, amministratore e intenditore di calcio.

Anche nell’estate del 1956 Mazza movimenta le trattative. Rinnova la sua Spal. Conferma Di Giacomo e Novelli (forse non ancora pronti al grande salto, alla cessione remunerativa, ma fondamentali per le sorti agonistiche dei biancazzurri e suscettibili di essere valorizzati in maniera definitiva disputando un’altra buona annata), però lascia partire i vari Fabbri, Lofgren, Persico e soprattutto Macor (ceduto al Genoa). Gli acquisti non sono particolarmente significativi, il più positivo è sicuramente quello dello svedese Nils Sandell: centrocampista della Nazionale, scovato nel Malmoe con cui si è più volte laureato campione. Bel giocatore.

La novità principale è però rappresentata dal cambio di guida tecnica: Fioravante Baldi viene sostituito da Paolo Tabanelli. Tutto bene?

Così sembra. L’avvio è illusorio. Alla prima giornata, a Ferrara, con tifosi in piedi anche sulla tettoia della tribuna, la Spal ospita l’Inter di Ghezzi e Skoglund, dell’ex e futuro biancazzurro Pandolfini, degli ex Nesti e Bernardin e - ovviamente - di Oscar Massei. È storia: vince la Spal, 1-0, gol di Carlo Novelli.

L’euforia dura poco, arrivano tre sconfitte di seguito. Poi l’andamento è altalenante, il gioco non è certo brillante, l’intesa collettiva lascia a desiderare. Serve pazienza. La squadra cresce, la trasformazione arriva. L’inizio del girone di ritorno - dopo il ko di Milano con l’Inter, 2-0 firmato da... Pandolfini e Massei - coincide con tre vittorie consecutive di cui la prima è roba da annali, come quella iniziale contro i nerazzurri : 3-1 alla Juventus.

L’andamento è eccezionale, basti pensare che la Spal va a battere la Sampdoria, sconfigge la Fiorentina, vince a Roma contro la Lazio, batte il Bologna nel derbissimo (un altro gol di Carlo Novelli), va ad espugnare Napoli, ferma la Roma ed infine si toglie il lusso di battere 1-0 a San Siro il Milan che si sta per laureare campione d’Italia.

Morale: in una sola stagione la Spal riesce nell’impresa di vincere contro Inter, Juventus e Milan. A priamo una parentesi, veniamo ai giorni nostri, fermiamo un attimo a riflettere e pensiamo a quale effetto provocherebbe oggi un simile tris di successi. Si scatenerebbe il delirio popolare, l’entusiasmo sarebbe alle stelle (anzi, di più) non si parlerebbe che della Spal. Sensazionale. E ciò aiuta a cogliere la portata di quella lontana impresa dei biancazzurri. Caliamoci nel passato, in quell’epoca, in quella realtà sociale - e non solo sportiva -, nella dimensione di Ferrara e della sua provincia. La Spal diventava strumento di orgoglio, di affermazione, di notorietà. Straordinaria dinamica simbiotica tra la città e la propria squadra.

Torniamo al campo, a quel 1956/57. La Spal segna poco (sest’ultimo attacco del campionato) ma ha buone bocche da fuoco. Di Giacomo si migliora e sale a quota 10 gol; Sandell ne realizza 8, certo non pochissimi per un centrocampista; Novelli si ferma a 5, ma sono reti pesanti e le prestazioni della sgusciante aletta attirano l’attenzione di società importanti. L’associazione Di Giacomo-Novelli è tra le più interessanti dell’intero panorama della serie A.

La Spal è sulla bocca di tutti, è squadra rivelazione, squadra simpatia, squadra corsara, la provinciale per antonomasia (adesso sì...). A Ferrara arrivano gli inviati delle principali testate sportive, Il Calcio Illustrato dedica numerosi reportage ai biancazzurri.

In definitiva, la Spal si consolida nella massima categoria, ormai è di casa in serie A e si colgono tutti i presupposti affinchè la frequentazione continui ancora a lungo e con esiti degni di nota.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google