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L’Argentana lotta e raccoglie punti

ARGENTA. La prima partita dopo la sosta nasconde sempre un elevato numero d’insidie. Se a questo si aggiunge la necessità di doversi schierare con un undici del tutto inedito e sperimentale, l’Argenta...

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ARGENTA. La prima partita dopo la sosta nasconde sempre un elevato numero d’insidie. Se a questo si aggiunge la necessità di doversi schierare con un undici del tutto inedito e sperimentale, l’Argentana non può che ritenersi soddisfatta per il punto conquistato domenica nel match con il Progresso. Un pareggio, frutto delle reti di Pagani e Rossi, giunto veramente in condizioni di emergenza, con mister Marchini che è dovuto ricorrere a una buona dose d’inventiva per comporre la formazione iniziale. Solo dodici giocatori di movimento a disposizione, zero centrali di ruolo e tanti ragazzini per la prima volta alle prese con una convocazione in prima squadra: un vero rebus, con l’allenatore granata costretto a molti adattamenti.

Ora come ora, il problema più grave è al centro della difesa. Dopo l’inattesa partenza di Zaganelli, gli unici due difensori rimasti sono Alberi e il classe ’99 Migliari, entrambi tra l’altro indisponibili domenica. Contro il Progresso hanno giocato Amadori e il neoacquisto Ferrari, un centrocampista che può giocare anche in retroguardia, ma che viene da un lungo periodo di inattività. Comprensibile la tensione di Marchini in questo senso, che non ha ottenuto dalla società alcun rinforzo né dalla sessione invernale, né dal mercato degli svincolati.

Una preoccupazione condivisa anche dal vero jolly della sua Argentana, quel Nicolas Amadori sempre affidabile in qualsiasi posizione del campo, con il quale siamo tornati anche sulla partita appena disputata: «È stato un buon risultato, contro una squadra molto attrezzata. Noi ci abbiamo messo il nostro: la grinta, una condizione atletica eccellente e un pubblico che ci ha sempre sostenuto. In questo momento siamo obiettivamente contati, è sufficiente un’influenza per crearci dei problemi. Un innesto, magari d’esperienza, era quello che ci voleva, ma ora dovremo andare avanti così. Sono preoccupato per questo, ma rispetto alle scorse stagioni sono anche più sereno perché questo gruppo dà sempre il massimo, anche in condizioni estreme».

Daniele Carnaroli

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