Il mercato capolavoro firmato dal digì Vagnati
Il manager ha trasformato in affare la scadenza contrattuale di Beghetto E con l’operazione Floccari ha inferto una lezione a tutta la concorrenza
FERRARA. Oggi, nel ritiro romano della Borghesiana, arriva Filippo Costa, il laterale sinistro classe 1995 proveniente dal Chievo (ieri era in panchina nel match di Coppa Italia contro la Fiorentina) e destinato a sostituire Andrea Beghetto, come noto passato al Genoa. Per Sergio Floccari si attende appunto l’annuncio ufficiale di Spal e Bologna, da lunedì l’attaccante sarà a disposizione di mister Semplici.
Si tratta - per la Spal - delle due principali operazioni di questa sessione invernale del mercato. E l’acquisto di Floccari rappresenta un autentico fiore all’occhiello. Non si può dire che l’ormai ex Bologna vada a rimpiazzare il vuoto lasciato dalla partenza di Cerri (rientrato alla Juventus e girato al Pescara): è qualcosa di più, di molto di più. Con Floccari la Spal non rimpiazza, ruolo per ruolo, una pedina, ma accresce a dismisura il proprio potenziale.
Questo mercato è il capolavoro di Davide Vagnati. Ormai sono i giorni che precedono l’assegnazione degli Oscar, e se ne venisse attribuito uno a livello calcistico, il digì della Spal figurerebbe di diritto tra i principali candidati alla vittoria.
Cedere Beghetto al Genoa, quando a giugno il laterale sarebbe stato svincolato, ha garantito una plusvalenza di spessore. Resta l’incognita sportiva di come la Spal assorbirà la partenza del mancino, e ci si può dolere del fatto che la Spal non abbia trovato per tempo i margini per rinnovare il contratto al ragazzo, ma in termini prettamente manageriali l’operazione è stata mirabile ed ha anche segnato un’epoca: per la prima volta questa Spal ha ceduto un proprio giocatore in serie A, dopo averlo scoperto “a zero”, averlo lanciato, valorizzato, messo in vetrina.
Ma il capolavoro di Vagnati è rappresentato dall’affare Floccari. Restituire il deludente Cerri (non si discutono le qualità, ma la resa e - spesso - l’atteggiamento) alla Juve, risparmiare sull’ingaggio e poter agganciare Floccari è stata strategia mirabile.
La Spal non potrà ammortizzare l’operazione Floccari? Tutto da dimostrare, se andrà in A. Di sicuro si concede i mezzi per stare in corsa, vuole farlo, dimostra-conferma di essere entrata in una dimensione, in un’ottica, superiore. È un ulteriore salto di qualità.
Quando a metà dicembre si era profilata l’ipotesi di un passaggio di Vagnati al Parma, avevamo paventato il rischio di una tale eventualità. Per la centralità del ruolo di Vagnati nel progetto-Spal di questi anni, e per via del mercato alle porte, sarebbe stato troppo pericoloso perdere il digì. Il supporto della società è fondamentale, la figura del presidente Mattioli imprescindibile, la disponibilità e la serietà della famiglia Colombarini determinano la credibilità del club biancazzurro, ma sul campo opera Vagnati e la trattativa Floccari è stata condotta da maestro, a fari spenti ma con feroce determinazione sportiva, pazienza, capacità di persuasione, abilità nell’essere convincente. Vagnati ha incartato anche Rino Foschi, se lo è messo in tasca a sinistra e l’ha tirato fuori a destra, e non si creda che sia impresa banale aver la meglio - sul mercato - nei confronti di un d.s. navigato e “agganciato” come quello romagnolo, che le ha tentate tutte per convincere Floccari.
Ora, non diciamo che la Spal vincerà, che Floccari farà furore, che Costa cancellerà il ricordo di Beghetto. Non sappiamo se tutto ciò accadrà, il campo è sempre giudice supremo e inappellabile. Di sicuro, però, sappiamo che la Spal sta dimostrando di avere sempre più peso nel panorama nazionale. E che Vagnati è manager da tenersi caro il più a lungo possibile.
Paolo Negri
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