Fra Sa.Ma. e Krifi il derby fa già scintille
La sfida di domani vista da due grandi ex ancora in sella: l’allenatore dei portuensi e il vice dei ferraresi
PORTOMAGGIORE. La Krifi ha obiettivi importanti per questa stagione e non li nasconde. Ma l’essere a metà annata aiuta a mettere da parte questi obiettivi e fa risaltare il confronto dei campanili. Il derby contro il Sa.Ma. Portomaggiore mancava in serie B dal 1991: da allora c’è stata tanta serie A per la squadra del capoluogo e qualche vicissitudine in più per i per i “cugini” nelle categorie minori. Sono cambiate molto le società e i dirigenti, oltre a giocatori e allenatori, ma il fascino del derby, della campagna contro la città, resta intatto. E domani, nel nuovo palasport portuense (ore 18) che si annuncia gremito all’inverosimile, va in scena il primo scontro della stagione in campionato. Uno scontro che vedrà, da una parte e dall’altra, in campo e in panchina, diversi ex. Ne abbiamo scelti due, all’antivigilia di quest’attesissima partita.
QUI PORTOMAGGIORE
Coach Taborda: «Serve una gran gara, ma siamo tranquilli»
Guillermo Taborda, 56 anni, è nato a Rosario, in Argentina, ed è arrivato in Italia a fine anni ’80. Ha allenato la 4 Torri per due stagioni, fino al 1991, ottenendo la promozione dalla B1 all’A2. Poi ha allenato Portomaggiore, quindi ha girato parecchio in Italia, infine è tornato a Portomaggiore quattro anni fa. A giugno ha ottenuto con il Sa.Ma. la promozione dalla C alla B.
Taborda, Portomaggiore contro Ferrara è...
«Una partita come le altre. Personalmente il discorso derby non m’interessa: sono stato bene a Ferrara, mi trovo bene a Portomaggiore, ho vinto sia là che qua. Ecco, forse per i dirigenti il derby può essere qualcosa d’importante, perché porta interesse e attenzione a un movimento pallavolistico che a Ferrara è mezzo morto».
Sul campo sarà una partita tra due squadre che si conoscono molto bene...
«Sì, i ragazzi si conoscono a memoria, ci siamo aiutati a vicenda giocando molto».
Voi venite da una vittoria, Ferrara da una sconfitta...
«È vero, noi non possiamo lamentarci, siamo terzi e nessuno lo avrebbe mai potuto immaginare. Ferrara non so come stia dopo la sconfitta con Montichiari: ho visto la partita e i bresciani hanno giocato molto bene, ma non è che Ferrara abbia giocato male. È anche riuscita a trovare un paio di elementi dalla panchina che hanno fatto la partita giusta al momento giusto. Ferrara, comunque, per me resta la squadra più forte: Martinelli ha in panchina giocatori che gli possono cambiare il modo di giocare se qualcosa va male, io non ho questa possibilità».
Come si fa a vincere questo derby?
«Giocando una grande partita. Poi, sarà determinante gestire la trance agonistica, contro Ferrara non ti puoi permettere di sbagliare: troppo forte nel muro-difesa e ti può già far male con la battuta. Ma noi siamo più tranquilli, per i nostri obiettivi i punti di questa partita non sono essenziali».
QUI FERRARA
Il vice coach Tosi: «Rivalità storica che continua e crea incognite»
Ruggero Tosi, 58 anni, ha alle spalle una carriera da giocatore ma soprattutto da allenatore. A inizio anni ’90 ha guidato Portomaggiore per due stagioni in B1 e poi anche in C 10 anni dopo. Nel 2007 è stato al fianco di Mauro Baroni nella rifondazione della 4 Torri, guidando la prima squadra dalla C alla B2, e poi anche in B1 (già allenata anche l’anno prima dell’arrivo di Baroni). È alla seconda stagione nel ruolo di vice di Marco Martinelli.
Tosi, cos’è Ferrara contro Portomaggiore?
«Un derby. Non lo si può definire altrimenti. Evidentemente non è una partita come le altre. C’è sempre stata una sana rivalità tra le due squadre, tra i dirigenti delle due società, anche ai tempi che furono. Nei rispettivi entourage ci sono ancora persone che c’erano allora, quindi una rivalità che va avanti negli anni e che entra in questa sfida aldilà delle questioni tecniche».
Questioni tecniche forse in secondo piano se si guarda ai rispettivi stati d’animo...
«In effetti Portomaggiore sta andando molto bene, viene da una serie importante di vittorie. Noi ci portiamo dietro l’incognita della sconfitta patita domenica scorsa: non ho ancora visto il video, ma l’analisi dello scout, con i 18 muri dei nostri avversari, è impietoso».
Che tipo di partita possiamo aspettarci?
«Sarà sicuramente equilibrata, non scontata nei punteggi. Ribadisco che l’aspetto psicologico è predominante e va oltre il discorso tecnico».
Le squadre si conoscono bene, i giocatori anche. Questo aiuterà o no lo spettacolo e la ricerca del risultato?
«Non mette in difficoltà allenatori e giocatori, perché ormai, con lo scouting e il video, in ogni partita si conoscono bene gli avversari. Però, la questione derby porterà molto probabilmente qualche giocatore a giocare sotto tono e qualcun altro a esaltarsi oltre misura, scombinando dunque un po’ i piani e le tattiche preparate a tavolino».
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