«Rivalità storica che continua e crea incognite»
FERRARA. Ruggero Tosi, 58 anni, ha alle spalle una carriera da giocatore ma soprattutto da allenatore. A inizio anni ’90 ha guidato Portomaggiore per due stagioni in B1 e poi anche in C 10 anni dopo....
FERRARA. Ruggero Tosi, 58 anni, ha alle spalle una carriera da giocatore ma soprattutto da allenatore. A inizio anni ’90 ha guidato Portomaggiore per due stagioni in B1 e poi anche in C 10 anni dopo. Nel 2007 è stato al fianco di Mauro Baroni nella rifondazione della 4 Torri, guidando la prima squadra dalla C alla B2, e poi anche in B1 (già allenata anche l’anno prima dell’arrivo di Baroni). È alla seconda stagione nel ruolo di vice di Marco Martinelli.
Tosi, cos’è Ferrara contro Portomaggiore?
«Un derby. Non lo si può definire altrimenti. Evidentemente non è una partita come le altre. C’è sempre stata una sana rivalità tra le due squadre, tra i dirigenti delle due società, anche ai tempi che furono. Nei rispettivi entourage ci sono ancora persone che c’erano allora, quindi una rivalità che va avanti negli anni e che entra in questa sfida aldilà delle questioni tecniche».
Questioni tecniche forse in secondo piano se si guarda ai rispettivi stati d’animo...
«In effetti Portomaggiore sta andando molto bene, viene da una serie importante di vittorie. Noi ci portiamo dietro l’incognita della sconfitta patita domenica scorsa: non ho ancora visto il video, ma l’analisi dello scout, con i 18 muri dei nostri avversari, è impietoso».
Che tipo di partita possiamo aspettarci?
«Sarà sicuramente equilibrata, non scontata nei punteggi. Ribadisco che l’aspetto psicologico è predominante e va oltre il discorso tecnico».
Le squadre si conoscono bene, i giocatori anche. Questo aiuterà o no lo spettacolo e la ricerca del risultato?
«Non mette in difficoltà allenatori e giocatori, perché ormai, con lo scouting e il video, in ogni partita si conoscono bene gli avversari. Però, la questione derby porterà molto probabilmente qualche giocatore a giocare sotto tono e qualcun altro a esaltarsi oltre misura, scombinando dunque un po’ i piani e le tattiche preparate a tavolino».
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