Che beffa nella finale di Coppa Italia
Mancato un traguardo storico: nel match dell’Olimpico il Napoli vince 2-1
FERRARA. Annata 1961/62. Le cessioni di Bozzao alla Juventus e di Corelli al Napoli portano denaro fresco. Arrivano difensori di grande classe e affidamento quali Sergio Cervato e Mialich, in più il fiuto di Paolo Mazza permette di scovare elementi destinati a fare carriera: il centrocampista Adolfo Gori - poi reimpostato come terzino - e la funambolica ala Carlo Dell'Omodarme, provenienti rispettivamente da Lucchese e Como, oltre al centravanti Mencacci.
Il fiore all’occhiello del mercato, però, dovrebbe essere rappresentato dall’acquisto di Erwin Waldner, nazionale tedesco, idolo assoluto dello Stoccarda, ma reduce da un’esperienza in chiaroscuro con gli svizzeri dello Zurigo. I fatti diranno che Waldner, qualche anno prima additato come erede del grande Fritz Walter, non è più l’attaccante che ha fatto faville nella sua Stoccarda.
La Spal si salva abbastanza agevolmente, ma non si può dire che brilli. Perde entrambi i derby con il Bologna, prende imbarcate notevoli (0-3 con la Juve, 5-1 a Firenze, 4-1 in casa della Roma e del Milan...). L’unico vero squillo è il successo ai danni dell’Inter, battuto 1-0 a Ferrara grazie al subitaneo gol di Mencacci: a fine stagione le reti del centravanti sarebbero 10, è lui il miglior realizzatore spallino. Dopo di lui, Cervato e Massei con 5. Il citato Waldner si ferma ad uno score (si fa per dire...) di 13 presenze e 1 gol. Il presidente Mazza lo aveva acquistato dagli svizzeri dello Zurigo per 220.000 marchi dell'epoca, e dopo due anni lo rivendette allo Stoccarda per 26.000 Uno dei pochi affari non riusciti.
Waldner ha raccontato: «C'era un po' l'ostacolo della lingua, ma non solo. Per tanto tempo Mazza non ha nemmeno voluto parlare con me».
Già, Mazza era arrabbiato con Waldner tanto che lo cedette per un "tozzo di pane": «Prima della finale di Coppa Italia contro il Napoli ero in grande forma - ha rammentato ancora Waldner - però Mazza al ritorno dai Mondiali in Cile con la Nazionale italiana non mi fece giocare quella partita: non ho ancora capito il perchè».
Eccoci al fatto epocale. La finale di Coppa Italia. Poteva segnare la storia binacazzurra. La Spal vi giunge eliminando Verona, Vicenza, Novara e - in semifinale - addirittura la Juventus, travolta con un perentorio 4-1 il 31 maggio 1962: parziale di 4-0, gol di Micheli, doppietta di uno scatenato Dell’Omodarme, sigillo di Cervato su rigore.
La Spal vola in finale. Avversario il Napoli, in festa per il ritorno in serie A in vista della stagione successiva. Si gioca il 21 giugno, a Roma, stadio Olimpico. La Spal ripete esattamente la stessa formazione che ha schiantato la Juventus. La stessa... con un’eccezione: fuori Waldner, appunto, e con la maglia numero 11 - al suo posto - gioca Carlo Novelli.
Il Napoli è formazione globalmente modesta, ha fatto la B, non ha giocatori di rilievo, di nome, di qualità. Ha però un volto noto per gli spallini: Gianni Corelli, maglia numero 6, grande ex di turno. Ed è proprio Corelli a portare in vantaggio il Napoli, dopo 12 minuti, su punizione, dopo aver sprecato una chance incredibile. Il compianto Edo Patregnani ha avuto modo di raccontare:
«Io e Corelli non abbiamo mai giocato insieme, perchè io sono arrivato a Ferrara quando lui è stato ceduto al Napoli. E proprio ad un Napoli-Spal è legato l'episodio che ha in parte segnato le nostre carriere. La famosa finale di Coppa Italia, vinta dai partenopei con un gol di Gianni. Ci siamo sempre presi in giro per quella partita. "Farti parare un rigore in finale da un Patregnani qualsiasi", gli dicevo io; e lui, pronto, ribatteva: "sì, ma dopo su punizione te l'ho messa nel sette". Così eravamo uno pari, anche se la Coppa se l'era aggiudicata lui. Pensare che era l'unico trofeo che avrei potuto vincere in carriera...».
Già, perchè dopo il rapido pareggio di Micheli il Napoli la spuntò grazie ad un gol di Ronzon al 78’. Non solo per Patregnani, anche per la Spal sarebbe stato l’unico trofeo da poter vincere. Comunque, mai dire mai...
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