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È derby vero e va al tie break Krifi corsara

di Sergio Armanino
È derby vero e va al tie break Krifi corsara

Il Sa.Ma. si porta sul 2-0 con autorevolezza Poi Ferrara cambia regista e rimonta

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PORTOMAGGIORE. Un derby vero. Nel bene e, soprattutto, nel male. Ad aggiudicarselo è la Krifi, che rimonta da 2-0 e s’impone al tie break. Questo il verdetto del primo confronto ufficiale fra i neopromossi portuensi e gli ambiziosi cittadini. Poi, una serie di “ma” infinita. Ma non è stata una bella partita, tutt’altro. Ma l’arbitraggio ha lasciato più di un dubbio, e il bilancio finale non fa pendere la bilancia dalla parte dei padroni di casa. Ma se Portomaggiore avesse un attaccante vero in più, allora potrebbe ambire a ben altro che la salvezza. Ma la Krifi nei primi due set dov’era con la testa? Fermiamoci qui, diventerebbe stucchevole proseguire. In ogni caso, alla fine è giusta la spartizione della posta e, a prendersi la fetta più grossa, è la squadra che ha obiettivamente i numeri per farlo, sebbene li abbia giocati tardi. Anche per merito dei ragazzi di coach Taborda, per carità: i gialloblù evidentemente avevano preparato la partita al meglio e altrettanto bene hanno iniziato nell’interpretarla. Poi, il fatidico (infinite volte nel volley) terzo set: chi ha la forza, lo porta a casa e chiude il match; chi non ce l’ha, apre le porte alla rimonta e rischia il ribaltone. E così è stato sul parquet di Portomaggiore.

Con un Dorderi guascone, un Magnani di sostanza e uno Smanio cresciuto due spanne da quando giocava a Ferrara, il Sa.Ma. si è portato a casa i primi due set, battendo con efficacia e marcando stretto gli attaccanti ospiti a muro, difendendo con attenzione e grinta. La Krifi, per contro, ha iniziato timida, persino molle, con Govoni che in regia ha sofferto la scarsa vena in ricezione dei compagni, ma ci ha messo pure del suo a non lanciare la squadra là dove può arrivare. E dopo cambi e doppi cambi alzatore-opposto, alla fine coach Martinelli gli ha preferito Zambelli: mossa decisiva, assieme alla reazione della squadra. Sì, perché se si può dare un merito agli ospiti, è stato proprio quello di svegliarsi dal torpore iniziale, sfociato in un secondo set al limite dello scandaloso (9 i punti segnati, più 8 errori avversari per un totale di 17 nel tabellino). Ecco, lì la Krifi avrebbe potuto crollare. Invece, arriva il fatidico terzo set: Drago risorge dalle proprie ceneri, Bortolato torna a picchiare come un martello e la partita gira. Il pareggio arriva con la Krifi in grande crescita e, ai due interpreti citati, si aggiungono Fontana, che raddoppia il rendimento in attacco, e Masiero, che si ricorda di essere in campo anche lui. Il tutto condito da una battuta più incisiva: due pari e tie break. Nel quinto set Sa.Ma., Krifi e arbitri offrono un riassunto della partita: sorpassi e controsorpassi, colpi pregevoli ed errori gravi, fischiate dubbie. Insomma, di tutto un po’, con Bortolato che sale sugli scudi e, bello a dirsi, Bragatto che entra ad alzare il muro e, invece, ne mette giù una in attacco.

Finisce così, con una mezza soddisfazione per la Krifi e un mezzo rimpianto per il Sa.Ma.: ma era il derby, il primo dopo tanti anni, e di più non si poteva chiedere. Per la classifica, invece, nessun problema: Portomaggiore continua a essere a piani imprevedibili, Ferrara non pregiudica certo la corsa ai playoff.

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