La testimonianza di Nando Dalla Chiesa «Per i ragazzi dell’epoca era un piccolo mito»
Per capire cosa abbia rappresentato la Spal, cosa fosse quella serie A, come i biancazzurri a inizio anni ’60 siano entrati nell’immaginario collettivo, vale la pena riportare alcuni passaggi di una...
Per capire cosa abbia rappresentato la Spal, cosa fosse quella serie A, come i biancazzurri a inizio anni ’60 siano entrati nell’immaginario collettivo, vale la pena riportare alcuni passaggi di una vecchia intervista concessaci da Nando Dalla Chiesa (nella foto), noto politico e scrittore, figlio del generale Carlo Alberto:
«La Spal? Me la ricordo bene, era una squadra che dava molti fastidi alla mia Inter. Per i ragazzi dell'epoca era un piccolo mito. Acquistava giocatori anziani e ragazzini, era un valido esempio di bella provinciale. Per la Spal non si provava ostilità, anche perché aveva una bella maglia e questo agli occhi dei bambini è sempre un particolare importante. Iniziai a seguire la Spal soprattutto quando prese a giocarvi Cervato, che ammiravo molto da quando un giorno lo vidi giocare in Nazionale. Un difensore anziano, una vera roccia. Poi rammento Picchi, Balleri, Micheli, Gori, successivamente Bagnoli, Capello. E naturalmente Massei, che arrivava dall'Inter e del quale ho poi conosciuto la figlia che è stata mia allieva alla Bocconi. Inoltre mi piaceva molto Dell’Omodarme. L a maglia della Spal era come un marchio di garanzia. Di bello c’era anche il rapporto tra anziani e ragazzini, questa fioritura di talenti. La
Spal era una società padronale, per via di Mazza, che però esprimeva capacità aziendale. All'epoca le piccole squadre facevano l'ascensore tra A e B, con presidenti che dilapidavano milioni per qualche brocco sudamericano. Alla Spal no, alla
Spal non c’erano bilanci allegri».
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