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IL FATTO NUOVO e una squadra che piace

Nasce il fascino delle maglie a righe verticali e sottili

Nasce il fascino delle maglie a righe verticali e sottili

FERRARA. Reduce dalla delusione per la sconfitta nella finale di Coppa Italia contro il Napoli, la Spal affronta la stagione 1962/63 con diverse novità. Paolo Mazza perfeziona il ritorno di Bozzao...

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FERRARA. Reduce dalla delusione per la sconfitta nella finale di Coppa Italia contro il Napoli, la Spal affronta la stagione 1962/63 con diverse novità.

Paolo Mazza perfeziona il ritorno di Bozzao dalla Juventus, acquista l portiere Bruschini (per molti il più grande guardiano spallino di sempre, almeno potenzialmente; la sfortuna gli precluse le mete che avrebbe meritato), preleva Gianni Bui - dal Pisa - per l’attacco e conferma diverse pedine eccellenti quali Gori, Dell’Omodarme, lo stesso Cervato, Micheli. Gori, impostato come terzino, arriverà in Nazionale.

Waldner si conferma una delusione (5 gare e 1 gol prima dell’addio). Arriva il brasiliano De Souza, che nella gara d’esordio - proprio al posto di Waldner - segna il gol della vittoria a Genova contro la Sampdoria. Ma non è un vero attaccante, è più una mezzapunta, di piede estremamente educato, ma inviso a Paolo Mazza che attacca l’allenatore Serafino Montanari imputandogli l’acquisto del brasiliano, a lui non gradito.

La Spal si prende la platonica rivincita sul Napoli battendolo 4-2 (e nei partenopei va ancora a segno Corelli...), travolge 3-0 la Roma e batte 3-1 la Fiorentina (con l’ultimissimo gol di Waldner, poi appunto destinato al ritorno allo Stoccarda). Il MIlan è bloccato sullo 0-0, ma i derby col Bologna vengono persi entrambi, e nel ritorno a Napoli gli azzurri vincono 2-0 con doppietta... di Corelli! Per il centrocampista ferrarese, 4 gol in 3 gare contro la sua ex squadra.

La Spal comunque ferma anche l’Inter, rifila un poker al Genoa e chiude in gloria pareggiando 2-2 a Torino contro la Juventus che si salva grazie al gol di papà Zigoni. La classifica finale dice 8º posto: mica male.

Ma il fatto forse più significativo dell’annata è rappresentato dal definitivo cambio di maglia. Dal modello “inglese” si passa a quello “all’argentina”: casacca a righe verticali, sottili. Pantaloncini e calzettoni sono assai più spesso azzurri che bianchi. Nasce il mito della divisa che rende la Spal popolare, amata ed inconfondibile. Le figurine Panini amplificano il fenomeno. Tifosi, sportivi, scrittori, intellettuali, bambini... Tutti si innamorano di quelle maglie. E di quella squadra.

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