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Salvezza nel segno di Oscar

Salvezza nel segno di Oscar

Decisive le reti di Massei. Definitiva valorizzazione di Corelli

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FERRARA. All’alba della stagione 1960/61 il bilancio impone cessioni eccellenti, solo cosìý il presidentissimo Paolo Mazza può garantire la permanenza del club in serie A. Dal punto di vista prettamente sportivo è una vera disdetta, perchè la squadra del 5º posto dell’anno precedente con appena due ritocchi (un portiere ed un centravanti) potrebbe tranquillamente ambire alle primissime piazze.

Cessioni dolorose

Non è così. Non può essere così. Picchi e Balleri finiscono entrambi all'Inter, poi seguiti - al cosiddetto “mercato di riparazione” di novembre - anche da Morbello, mentre Micheli passa alla Fiorentina. Logico che la Spal venga indebolita da queste cessioni, pure fondamentali per le casse societarie che non possono prescindere da questi “sacrifici”.

La stagione è sostanzialmente di sofferenza e la salvezza viene ottenuta con solo un punto di margine. Una salvezza che porta la firma di Oscar Massei. È lui a caricarsi la squadra sulle spalle. Supplisce all’assenza di un vero attaccante di spessore, segna ben 13 gol, realizza le reti che valgono la permanenza in serie A: grande regia e sigillo finale nel 3-0 in casa della Fiorentina, doppietta nel 3-2 alla Lazio, un’altra doppietta - con due impeccabili rigori - sinonimo di vittoria in rimonta (2-1) sul Vicenza.

Delusione nelle Coppe

Che l’annata non sia brillante viene dimostrato anche dall’andamento della squadra al di fuori del campionato. In Coppa Italia, dopo essere stata esentata dalla partecipazione al primo turno, la Spal viene clamorosamente eliminata nella prima gara - match “secco” - del turno successivo: incredibile sconfitta interna 1-2 contro la modesta Sambenedettese, i cui pali sono difesi dal futuro spallino Edo Patregnani.

Non va meglio in ambito continentale. Già, perchè la Spal vive per il secondo anno consecutivo l’emozione del palcoscenico europeo, partecipando alla Coppa Amicizia Italo-Francese. Avversario dei biancazzurri è il Saint Etienne, che sta costruendo il suo primo ciclo vincente. Les Verts non hanno... pietà della Spal, e la battono 2-1 nel match d’andata l’11 giugno 1961(sette giorni dopo la conclusione della serie A) allo stadio Geoffroy Guichard, per poi imporsi con un perentorio 4-0 al ritorno a Ferrara, una settimana dopo.

Dieci anni di serie A

Di positivo, in definitiva, cosa resta? Sicuramente la permanenza nella massima categoria. La Spal conclude il suo decimo campionato consecutivo in serie A restando a far parte della “crema” del calcio italiano. Un risultato importante, notevole, significativo per una realtà come quella spallina, per la città di Ferrara. Paolo Mazza ha stabilizzato la Spal in serie A ed in questo 1960/61 ha anche valorizzato definitivamente Gianni Corelli, destinato a sua volta ad una cessione milionaria in direzione di un club di prestigio - il Napoli - pur se caduto momentaneamente in disgrazia con la retrocessione in serie B.

Il destino della Spal, dei partenopei e di Corelli tornerà ad incrociarsi nel breve periodo, in maniera inaspettata e tra l’altro con un esito che priverà i biancazzurri di una conquista che sarebbe entrata negli annali.

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