Bagnoli segna il gol della salvezza
Decisiva la rete del mediano per il 2-2 a Brescia all’ultima giornata
FERRARA. La Spal è di ritorno in serie A dopo una sola stagione in B. La risalita è immediata, sono stati lanciati tanti giovani, la città è sempre all’unisono con la propria squadra.
Il bomber Muzzio viene affiancato da Innocenti e i due compongono un bel tandem. L’associazione con Oscar Massei produrrà ben 29 gol (11 Muzzio, 10 Innocenti, 8 Massei), che per l’epoca e per una provinciale rappresentano bottino per nulla trascurabile. Non a caso la Spal figurerà all’8º posto per reti realizzate. Il tallone d’Achile è la difesa, quart’ultima del campionato a dispetto di due signori terzini quali Pasetti e Bozzao ed un Moretti che nel corso dell’anno si rivelerà con sempre maggior perentorietà.
Come dicevamo, i giovani Pasetti, Capello, Bertuccioli e Reja sono ormai realtà, ma il torneo è globalmente di sofferenza pura, almeno dopo una fase iniziale che lascia ben sperare. Nell’arco delle prime 9 giornate la Spal pareggia col Torino, ferma il Milan sull’1-1 (a Massei risponde Rivera, tutto un programma), vince 3-1 in rimonta a Bologna, batte il Varese, impone il 2-2 alla Juventus e poi alla Lazio. Da lì a fine andata, però, 1 vittoria e ben 5 sconfitte in 8 match.
Nel girone di ritorno l’1-1 in casa del Milan potrebbe rappresentare un punto di svolta, ma non è così. I 3 gol (a 0...) patiti con Bologna e Juventus complicano il quadro. Contro Lazio e Cagliari due affermazioni fondamentali, però il seguito è una sorta di altalena.
Siamo alle ultime tre giornate. La Spal ha due gare interne consecutive: travolge il Catania poi però cede alla Fiorentina, che passa all’84’. Per la salvezza diventa decisivo l’ultimo confronto, in casa del già salvo Brescia. Debutta Bruno Macchia, dentro nella gara più difficile. Il Brescia arriva a condurre 2-0 e lì probabilmente tira un po’ i remi in barca, come succede quasi sempre in questi casi. La Spal riduce velocemente lo svantaggio con Frascoli, utilizzato pochissimo (8 presenze in tutto) ed al suo primo gol stagionale. A quel punto però i biancazzurri ci credono, insistono, attaccano, devono assolutamente conquistare il punto della salvezza. Ci riescono a dieci minuti dalla fine, grazie alla rete di Bagnoli.
Osvaldo Bagnoli, milanese della Bovisa, cresciuto in rossonero, poi al Verona e all’Udinese, bandiera del Catanzaro, giunge 29enne alla Spal, nel 1964, dopo la prima retrocessione dei biancazzurri dalla serie A. Si impone subito come un leader in campo e fuori, prodiga consigli ai più giovani, con Massei e Cervato è il riferimento della squadra. Gioca quasi sempre (34 gare su 38) segna abbastanza (5 reti, non poche per un mediano), è figura imprescindibile. le cose non cambiano con l’immediato ritorno in A, anzi: 33 presenze su 34 e ancora 5 gol, tra cui uno nella vittoria nel derby di Bologna e quello decisivo per il pareggio contro la Juventus. Il più pesante è comunque questo di Brescia, all’ultima giornata.
La serie A per la stagione successiva (66/67) è garantita. Bagnoli ci sarà ancora, anche se un po’ meno brillante ma sempre figura di spicco. In tre anni, 92 partite 12 gol in biancazzurro. Non lo si può dimenticare.
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