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LA CADUTA

Dopo tredici anni consecutivi ecco la prima discesa in B

Dopo tredici anni consecutivi ecco la prima discesa in B

FERRARA. La stagione 63/64 è molto amara. La Spal cambia definitivamente maglia, passando stabilmente alle divise a righine verticali (già viste l'anno prima) che - come già ricordato...

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FERRARA. La stagione 63/64 è molto amara. La Spal cambia definitivamente maglia, passando stabilmente alle divise a righine verticali (già viste l'anno prima) che - come già ricordato - contribuiranno a rafforzarne il mito, ma la novità (relativa)non è accompagnata da immediata fortuna.

La squadra è indebolita dalle cessioni di Gori e Dell’Omodarme alla Juventus: alla prima giornata sono entrambi titolari contro i biancazzurri e proprio Dell’Omodarme va in gol per siglare il definitivo 3-1 (di Sivori le altre due reti bianconere).

In 6 giornate la miseria di 2 punti (per altrettanti 0-0 a Messina e Catania). Arrivano il pareggio col Bologna, le squillanti vittorie su Mantova e Sampdoria, il bel 2-0 alla Roma, l’affermazione contro il Vicenza e soprattutto l’1-1 siglato da Massei in casa del Milan, bissato al ritorno dallo 0-0 di San Siro contro l’Inter. Poi, il crollo: dalla 23ª alla 34ª e ultima giornata, una sola vittoria. Impossibile salvarsi.

La classifica finale dice penultimo posto, a -3 dagli spareggi e -4 dalla permanenza diretta. L’attacco è il quart’ultimo della serie A (Bui e Massei, con 5 reti, i migliori realizzatori); la difesa sta a galla (10ª su 18 squadre) ma non evita il tracollo.

Dopo 13 anni consecutivi in serie A, la Spal retrocede in B. Prima o poi doveva accadere, ma l’annata non è di quelle da considerare negative in toto. Le difficoltà hanno infatti portato al debutto in prima squadra di giovanissimi ragazzi del vivaio quali Gigi Pasetti, Edy reja e Fabio Capello. Di loro si riparlerà molto, diventeranno figure di primo piano per la Spal ed anche importanti a livello nazionale e (Capello) internazionale.

Le basi per tornare immediatamente in A ci sono, tanto che l’anno dopo oltre ai giovani verranno confermati Cervato, Crippa, Massei e Bruschini, oltre al sempre spallino “Charlie” Novelli, che pur non più al picco della sua brillante parabola è capace comunque di lasciare un segno (3 gol sia nel 63/64 in A che poi nel 64/65 in B) e di risultare figura di primo piano negli equilibri dello spogliatoio.

La prima retrocessione dalla A verrà insomma assorbita in fretta. Purtroppo, dopo non sarebbe accaduta la stessa cosa.

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