Zambelli re del derby e la Krifi vola ancora
«Mi è stato chiesto di rischiare: l’ho fatto e abbiamo vinto»
FERRARA. A volte sono i tifosi, con i loro applausi, a eleggere il migliore in campo. E gli applausi si sono sprecati. Ma se sono i due allenatori a essere concordi che la partita è girata attorno a un giocatore, allora è chiaramente un’apoteosi. La Krifi ha vinto il derby ribaltando la situazione: da 0-2 a 3-2. E tutto è sembrato girare attorno all’ingresso in campo di Simone Zambelli, a comandare la regia della squadra granata, dal terzo set in poi. Concordi in questa chiave di lettura Guillermo Taborda, allenatore del Sa.Ma. (e di Simone nella scorsa stagione, quella della promozione dalla C alla B), e Marco Martinelli, che ha voluto il ritorno a Ferrara del giocatore, ma che ha sempre fatto rispettare una specie di gerarchia, in cui Filippo Govoni è stato il titolare e Zambelli il secondo.
Zambelli, sei stato incoronato re di questo derby. Che ne pensi?
«Ma no - si schermisce il 27enne ferrarese -, ho solo cercato di dare corso a una richiesta che mi è stata fatta. L’allenatore mi ha chiesto nel terzo set di provare a rischiare un po’ di più e io ho provato a farlo. Tutto qua».
Nel momento clou del tie break, quello della mini rimonta sul finale, hai alzato la palla del sorpasso a Bragatto. Tra l'altro, alzata dopo una difesa e quindi non proprio semplice...
«E che c’è di strano? Mi fido molto di Marco, ci troviamo bene in allenamento e abbiamo una buona intesa. Per cui è stato un rischio calcolato: sapevo che gli avversari non si aspettavano una palla a lui ed è venuto fuori un bel punto (Bragatto ha schiacciato praticamente senza muro il 14-13, ndr)».
Si è parlato tanto di derby, del significato particolare di questa partita, alla fine il protagonista sei stato tu. Una partita che non era uguale alle altre per te...
«È vero. Il Sa.Ma. - la squadra e la società e anche il pubblico - mi ha dato tanto l’anno scorso. Ora sono cambiate tante cose, ma per me resta una tappa importante della mia carriera. Sono tornato a giocare a Ferrara e questa vittoria è stata importante per me, perché ho giocato e mi sono divertito. Aldilà di qualsiasi altra considerazione, sulla vittoria 3-2 e sul fatto che valga almeno sei punti...».
Questa tua prestazione farà cambiare qualcosa nelle gerarchie della squadra?
«Ah non lo so. Io sono soddisfatto, perché ero in panchina e mi è stato chiesto di entrare in campo e fare una determinata cosa e l’averla fatta ci ha portato alla vittoria. E poi sono soddisfatto dell’abbraccio da parte di tutti a fine partita».
Raffaele Ziosi
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