Anche il Sant’Agostino chiede tutela
Lenzi: «Con questi arbitri fatichiamo a capire come comportarci»
SANT’AGOSTINO. Non è stato un pareggio di Classe tra il Sant'Agostino e i romagnoli. Anzi, nel secondo tempo i ramarri avrebbero meritato sorte migliore. «Sono arrabbiato con l'arbitro soprattutto per quanto successo nella ripresa - dice Bruno Lenzi, presidente dei biancoverdi -, sono state prese delle decisioni che sono andate a nostro sfavore e la cosa non mi va bene. Non era una partita facile, ma potevamo ottenere di più. E' andata così e adesso diventa difficile recriminare».
Il presidente non è arrabbiato a prescindere, avrebbe preferito un trattamento diverso. «Il pareggio col Classe, intendiamoci, non è da buttare via. A me dispiace che l'arbitro non abbia avuto lo stesso metro di giudizio per tutte e due le squadre. Per noi ne aveva uno e per gli altri ne ha adottato uno diverso. Così non si fa molta strada e noi fatichiamo a capire come comportarci. Non ho visto particolarmente tutelata la mia squadra». Tra l'altro, il Sant'Agostino partiva già con l'handicap relativo a Giuriola, squalificato, che deve ancora scontare un turno di squalifica. «Oltre a Giuriola adesso ci manca anche Gilli squalificato, poi Protti che si è fatto male. Abbiamo il reparto avanzato falcidiato e diventa difficile essere pericolosi là davanti con il reparto avanzato decimato».
Adesso, dopo il turno casalingo, ne arriva un altro fuori casa. Non un turno qualsiasi, ma una trasferta difficile come quella contro il Cervia. Una piazza impegnativa da affrontare. Una piazza che rievoca il nome di Campioni, il format televisivo di un decennio fa che rese celebre la squadra del Cervia. «Ci toccherà un'altra partita per nulla semplice contro un avversario quotato e con altre defezioni. Siamo purtroppo sempre in emergenza, diventa difficile esprimere il nostro potenziale».
Il Sant'Agostino si arrende alla realtà. «Adesso pensiamo alla salvezza. Posso dire che la stagione è compromessa. Qualcosa non è andato, ma è prematuro adesso fare il punto della situazione e definire cosa non è andato. Alla fine dell'anno, quando avremo raggiunto la salvezza, ci guarderemo in faccia e cercheremo di capire come migliorarci in futuro».
Corrado Magnoni
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