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trombetta trascina i portuensi

PORTOMAGGIORE. Chi guarda in basso non troverà mai arcobaleni. Lo diceva un omino traballante (Charlie Chaplin) ma indistruttibile. Ora, dopo aver fatto vedere le stelle alla Vadese (squadra per...

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PORTOMAGGIORE. Chi guarda in basso non troverà mai arcobaleni. Lo diceva un omino traballante (Charlie Chaplin) ma indistruttibile. Ora, dopo aver fatto vedere le stelle alla Vadese (squadra per nulla scarsa o arrendevole), per la Portuense è il momento di cercare gli arcobaleni. Senza essere leggeri e traballanti, anzi. Michele Trombetta non è solo un attaccante poderoso, ma è il tassello che probabilmente mancava alla Portuense per diventare irresistibile. Un gol di potenza pura alla Copparese all’esordio, una tripletta spietata alla Vadese alla quarta presenza. Ma non è tanto il gol ad essere importante, quanto la presenza, la capacità di dialogare con gli altri. In una parola, il peso di un giocatore (a parte il fatto di far sembrare piccolo un armadio a quattro ante) che diventa terminale di un gioco già valido, ed assieme ad El Mouazzi fornisce artigli micidiali all'attacco rossonero. «Conosco il campionato di Promozione - dice il bomber rossonero ex giovanili del Modena -: ci ho giocato da ragazzino a Castel Maggiore. Ho avuto allenatori come Cardarelli e Zaccaroni e tanti amici ci giocano. Anzi, ho visto che Zaccaroni allena a Medicina. Sarà un piacere ritrovarlo, anche se da avversario. Sono stato fermo due anni per un problema alla caviglia, ma avevo ripreso al Persiceto. Buona società. Ma la Portuense è un'altra cosa, molto organizzata e con legittime ambizioni».

Mancava solo un centravanti di peso... «Credo che non cercassero solo uno che ciondola in area e aspetta che gli diano il pallone per tirare. A me piace collaborare con l'azione, muovermi, inserirmi e fare sponda. Si gioca di insieme». Sembra di capire che l'ambiente di Portomaggiore le è piaciuto subito... «Sì e non poteva essere altrimenti. Si lavora sodo sul piano fisico e tattico e si cerca di fare gruppo con grande spirito e voglia di mettersi in discussione. Non so se la parola è grossa o meno, ma qui ho trovato una straordinaria umiltà da parte di tutti, anche di ex professionisti che lavorano con serietà e coscienza. C'è lo spirito giusto».

E la Portuense sta attraversando un buon momento. Si può guardare al futuro con ottimismo? «Certo che sì. Con questo gruppo di ragazzi, con questa voglia ed umiltà i playoff non sono solo accessibili, ma diventano un obiettivo di minima per noi».

Trombetta guarda in alto. Pronto a trovare gli arcobaleni.

Alessandro Bassi

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