La Nuova Ferrara

Sport

nuovi arrivi

Costa si presenta e dice 33. «Pellissier mi ha consigliato: non pensare, vai alla Spal»

Costa si presenta e dice 33. «Pellissier mi ha consigliato: non pensare, vai alla Spal»

Il terzino: Sergio al Chievo è un riferimento, parla benissimo dell’ambiente «Uso solo il sinistro, non segno ma faccio tanti assist e crosso bene»

3 MINUTI DI LETTURA





FERRARA. La Spal da ieri ha anche ufficialmente il nuovo esterno sinistro che prende il posto di Andrea Beghetto, ora al Genoa. Si tratta di Filippo Costa, classe 1995 di Noventa Vicentina e cresciuto nelle giovanili del Chievo Verona.

Così è stato introdotto dal direttore generale biancazzurro Davide Vagnati:

«Finalmente possiamo presentare Filippo che è stata la nostra prima e unica scelta per sostituire Beghetto. È un ragazzo che riteniamo utile nel nostro progetto, lui ha una grandissima voglia di mettersi in mostra oltre a qualità importanti. Ha fatto un'ottima annata a Pisa, arriva con la formula del prestito dal Chievo con diritto di riscatto e controriscatto, poi nel caso pensiamo ad un triennale. È un laterale sinistro, riteniamo che sia un giocatore completo, bravo anche in fase difensiva e arriva in una squadra il cui modulo gli si addice a pennello. Ora starà a lui mettere in mostra le qualità».

[[atex:gelocal:la-nuova-ferrara:site:1.14733851:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.lanuovaferrara.it/image/contentid/policy:1.14733851:1650625174/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]

Impossibile non chiedere un paragone con Beghetto:

«Andrea ha un grande piede e pensavamo e pensiamo che in fase difensiva debba migliorare, Filippo invece ha già una padronanza della fase difensiva più marcata. Noi pensiamo che per lui la Spal sia una grande occasione e siamo certi che non se la lascerà sfuggire».

Ed eccole le prime parole in biancazzurro di Filippo Costa:

«Sono felice di essere alla Spal - apre -, sono stato accolto benissimo da tutti i ragazzi. Ho visto da subito un gruppo bellissimo, senza gruppettini come ho trovato in altri spogliatoi. Conoscevo già alcuni ragazzi, come Bonifazi che ho affrontato qualche volta da avversario e poi abbiamo anche fatto una vacanza insieme che ha rafforzato il legame tra noi. Tutti hanno favorito il mio ingresso nel gruppo, a partire da Antenucci e Arini».

Poi la sua storia:

«Ho fatto tutta la trafila nelle giovanili del Chievo a partire dall'anno della quinta elementare, poi ho fatto un anno a Pisa nel quale ho collezionato 30 presenze; l'anno successivo mi è capitata l'occasione di fare un'esperienza all'estero al Bournemouth, in Inghilterra. Non ci ho pensato un attimo perchè sono quelle possibilità che non ti capitano due volte: dal punto di vista sportivo non è andata benissimo perchè in una rosa di 25-26 giocatori, con solo 18 che vanno a referto, sono stato convocato poche volte e non ho mai giocato in sei mesi. Ma dal punto di vista umano e mentale è stato qualcosa di straordinario e ho anche imparato l'inglese».

Pellissier gli avrà certamente parlato di Ferrara:

«Ovviamente per me lui è un punto di riferimento nello spogliatoio del Chievo, mi ha detto vai subito, senza pensarci un attimo, lui qui è stato molto bene e mi ha parlato benissimo dell'ambiente».

[[atex:gelocal:la-nuova-ferrara:site:1.14733852:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.lanuovaferrara.it/image/contentid/policy:1.14733852:1650625174/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]

Caratteristiche tecniche:

«Il mio piede è il sinistro, il destro lo uso solo per camminare. Battute a parte, è un aspetto come tanti altri su cui devo migliorare. Non ho mai avuto un gran feeling col gol: sono a zero tra i professionisti ma nell'anno a Pisa ho fatto nove assist. Penso di avere un buon traversone, anche dalla tre quarti mi riesce di solito bene. Ma non sono di certo Roberto Carlos... Qui spero di riuscire a dimostrare il mio valore e magari segnare anche il primo gol».

Indimenticabile l'esordio in serie A a febbraio 2016 nel Chievo:

«È stato a San Siro contro l'Inter, la mia squadra del cuore, un'emozione unica».

Avrà la maglia numero 33: «Il 3 era già occupato, quindi ho... raddoppiato i tre!».

Andrea Tebaldi

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google