Marchisio: «Dai Juve il talento non basta» Il giudice grazia Allegri
TORINO. Perdere è umano, perseverare non è da Juventus. Il ko di Firenze ha rallentato la marcia della squadra di Massimiliano Allegri mostrando che anche la corazzata bianconera può avere dei...
TORINO. Perdere è umano, perseverare non è da Juventus. Il ko di Firenze ha rallentato la marcia della squadra di Massimiliano Allegri mostrando che anche la corazzata bianconera può avere dei passaggi a vuoto. Resta da capire se ha minato la convinzione della capolista. L'andamento è stato finora a strappi, con pause nell'intensità del gioco, nella spietata determinazione, il vero valore aggiunto della Juventus. La quarta sconfitta in stagione, quinta con la Supercoppa di Doha maturata ai rigori, ha regalato nuove speranze a Roma, Napoli, Milan, forse anche alla stessa Inter. Eppure la concorrenza dovrebbe sapere che difficilmente una sconfitta fiacca la Juventus. Anzi: in questa stagione a un ko è sempre seguita una striscia di vittorie, palesando nelle difficoltà il carattere di Bonucci e compagni. Le critiche che sono piovute su Allegri e la sua squadra dopo il 2-1 del Franchi contro la Fiorentina avranno rivitalizzato l'ambiente, da sempre molto sensibile all'argomento e domenica con la Lazio ci sarà la prima occasione per rialzare la testa. Allegri sarà al suo posto in panchina, “graziato” dal giudice sportivo poiché nei rapporti non c'è traccia degli insulti all'indirizzo del quarto uomo, reso di dominio pubblico da un filmato che ha invaso i social. Il modo migliore per zittire le critiche e smentire chi vede una Juve in calo è tornare alla vittoria già da domenica: «Quella di Firenze non è stata un'ottima prestazione da parte nostra - ammette Claudio Marchisio, sostituito a partita in corso nella sfida con la Viola - bisogna soltanto guardare avanti, questa è la cosa più importante, perché abbiamo degli esami ogni tre giorni e bisogna sempre essere pronti». La ricetta è «pensare quotidianamente al lavoro» per prepararsi al meglio ai continui banchi di prova di cui è disseminata la strada che porta allo scudetto, pensando «partita dopo partita» fino a realizzare gli obiettivi di questa stagione, la Champions League e l'ingresso nella leggenda vincendo il sesto titolo consecutivo. «Siamo molto contenti di aver vinto cinque scudetti di fila - ha concluso Marchisio - ma il nostro obiettivo è migliorare sempre, non soltanto alzando un trofeo». La Juventus ha «una rosa molto importante», ma per farla rendere è necessario «lavorare nel quotidiano. Il talento da solo non può andare da nessuna parte». Contro la Lazio mancheranno Alex Sandro e Sturaro, squalificati. I bianconeri vanno a caccia del 27esimo successo consecutivo in casa.
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