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Cambiano i protagonisti ma non il prodotto finale

Cambiano i protagonisti ma non il prodotto finale

Il mister anche contro il Benevento ha sorpreso, con almeno tre mosse inattese Del Grosso e Pontisso hanno brillato, Finotto poteva segnare tre gol. Squadra ok

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FERRARA. Alzi la mano chi, sabato pomeriggio, alla visione o all’ascolto della formazione della Spal non ha avuto una reazione di sorpresa: Del Grosso e non Costa? Pontisso e non Arini o Castagnetti? Finotto e non Zigoni?

Chi si aspettava scelte del genere? Nessuno, crediamo. Mister Semplici un po’ aveva depistato, annunciando di fatto che il neo-acquisto Costa avrebbe giocato dall’inizio, un po’ non aveva alimentato alcun sentore circa gli altri possibili cambi.

Non è la prima volta che l’allenatore biancazzurro meraviglia addetti ai lavori e tifosi. Quella col Benevento è stata l’ennesima dimostrazione di come Semplici analizzi al massimo le indicazioni settimanali, non parta - mai - da un’idea fissa di formazione, da gerarchie prestabilite. Sono davvero tutti sullo stesso piano. E tutti hanno una chance. In funzione del proprio lavoro, delle proprie prestazioni, delle necessità delle singole partite, delle caratteristiche degli avversari. Semplici sfrutta al massimo il suo pensatoio scientifico, ed i fatti dimostrano che ci azzecca sempre, o con altissima percentuale.

Possono cambiare gli interpreti, in questa Spal. O alcuni di loro. O molti, come nella scorsa stagione a Carrara dopo il ko contro la Maceratese. Ma non muta il prodotto finale. La Spal gioca bene, convince, spesso e volentieri vince pure. Significa che l’allenatore è nel giusto, che ha una visione lucida e ficcante del materiale che dirige, che gode di massima credibilità agli occhi dei suoi allievi, che conosce alla perfezione i propri uomini come gli avversari. L’ascesa della Spal è direttamente proporzionale alla gestione strategica del suo nocchiero.

Del Grosso contro il Benevento ha disputato la sua gara migliore da quando è alla Spal. Perfetto in fase difensiva, più parsimonioso ma presente in appoggio, nelle avanzate. Qualche pallone pennellato, tackles scivolati, interventi netti. Il povero Gyamfi è parso un pulcino ai primi passi. E l’accenno di stizza all’atto della sostituzione, nel finale, ha evidenziato quanto Del Grosso sia coinvolto, quanto ci tenga, quanto abbia spirito di affermazione.

Pontisso in regia ha convinto in pieno. Ha fatto schermo davanti alla difesa e ha impostato, ha alternato gioco corto e gioco lungo, ha giostrato con la tranquillità e la personalità del veterano. Non è velocissimo di gambe ma lo è di testa e di esecuzione, sa contrastare come distribuire, ha proprietà di palleggio.

Finotto in avanti ha giocato un primo tempo di sacrificio, in pressione sui difensori avversari, ma anche con spunti interessanti. Qualche scelta errata, epperò buone intuizioni e la possibilità di segnare: un gol annullato, una chance non capitalizzata al meglio. Nella ripresa ha mancato clamorosamente il raddoppio e forse ne ha risentito, fino al cambio con Floccari, ma è elemento su cui si può contare. Sempre. Ora e in prospettiva.

È una Spal dalle mille risorse, dalle mille alternative, dalle mille soluzioni. È una Spal in cui tutti sono e possono essere protagonisti. Sotto la regia di mister Semplici. Il vero stratega, sul campo, dell’imperiosa ascesa biancazzurra. (p.n.)

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