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Baltur nei guai Adduttori strappati e Benfatto è ko

Baltur nei guai Adduttori strappati e Benfatto è ko

Basket serie B. Il totem biancorosso fuori per 2 o 3 mesi Urge il mercato: Vico vicino, ma si valuta anche altro

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CENTO. L’esito della risonanza magnetica fa rabbrividire: strappo a due adduttori. Tempi di recupero, almeno due mesi, forse tre. Ieri mattina Michele Benfatto è stato sottoposto a un’ecografia, che già lasciava intravedere la lesione muscolare alla gamba. Il verdetto, per il pivot della Baltur, poteva addirittura essere più grave. Due mesi (rientro previsto non prima di aprile) senza il totem veneto non sono pochi: la società e lo staff dovranno decidere se sostituirlo con un lungo da ingaggiare, cosa non prevista fino a domenica, quando si è infortunato.

Le lacune della Baltur sono ormai evidenti. Manca il tiratore, forse anche un play; se o come rimpiazzare il “Benfa” si deciderà a giorni. Nome caldissimo è Sebastian Vico, guardia trentenne: da Forlì (A2), dove il giocatore argentino sarà chiuso dall’arrivo nel suo ruolo di un nuovo americano, danno il suo trasferimento a Cento ormai imminente. Rimane d’attualità anche l’interessamento a Giulio Mascherpa (play classe ’92, ora a Tortona in A2), più difficile la pista Roberto Marulli (play del ’91, a Reggio Calabria in A2).

Intanto, piove sul bagnato. E il pubblico domenica la Pala Ahrcos l’ha capito. I tifosi della Baltur hanno incitato la squadra fino alla fine, anche di più. Oggi, però, bisogna fare i conti con la realtà: con gli uomini contati e un gioco non convincente, basato ancora troppo sulle iniziative dei singoli, più in là non si può andare. L’impegno non è mancato, ma non poteva bastare contro la corazzata Bergamo, costruita per vincere e domenica si è capito il perché sia davvero una corazzata: 10 giocatori, tutti di qualità. È giusto essere obiettivi e rendersi conto che oggi, ripetiamo oggi, la Baltur di più non può fare. Bergamo ha espugnato Cento ribaltando la differenza canestri. Non si spara sulla Croce Rossa, non è leale: urge però correre ai ripari.

C’è stata partita per venti minuti abbondanti; Bergamo sempre o quasi in vantaggio (solo una volta la Baltur ha messo il naso avanti in 40’), con i biancorossi a inseguire e ridurre, anche da -18 nel finale, lo svantaggio più con soluzioni individuali (Andreaus, Caroldi e Bedetti). Poco pericolosa dal perimetro nel corso della partita e troppi errori al tiro, anche nei secondi tiri concessi. Le percentuali sono lo specchio della partita; oltre il 50% per Bergamo, poco più del 35 per la Baltur. A volte la grinta non basta, ci vuole altro. Oggi, si ripete oggi, il gap con Bergamo è grande. Incolmabile?

Coach Giordani, il giorno dopo, la vede così: «Forse alla lunga avremmo perso lo stesso, però resto convinto che se avessimo segnato tre o quattro canestri facili subito all’inizio (0/9 al tiro in avvio), allora sarebbe potuta essere un’altra partita. Magari ce la saremmo giocata di più. Sono il primo a dire che ora Bergamo ne ha più di noi. Adesso siamo così, senza energie, un sacco vuoto. Ci alleniamo male, siamo pochi e facciamo una gran fatica a fare canestro. Siamo tutti un po’ giù. Gap incolmabile? Con Chiera e un altro giocatore di qualità, che arriverà, e gli altri effettivi in salute, lo possiamo colmare. Abbiamo perso, ma non cambia. Giochiamo per arrivare ai playoff, i conti li facciamo alla fine».

Che fin qui non sia una stagione fortunata, lo si è ben capito. Tanti infortuni, troppi. Prima il forfait di Bianchi, approdato ad Omegna (e non è escluso un incrocio nei play off), adesso Chiera, sulla via del rientro. Le influenze di Brighi e la caviglia di Bedetti. E ora il macigno di Benfatto, che rischia di sconvolgere anche i piani mercato, apertosi ufficialmente ieri.

Simone Gagliardi

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