Il coach torna a Ferrara per salutare «Niente polemiche, mi spiace tanto»
FERRARA. Il bruttissimo ko a Roseto, nella sua Roseto, è costato il posto a coach Tony Trullo. Il tecnico abruzzese ci ha messo la faccia, ieri pomeriggio è rientrato a Ferrara e con un filo di...
FERRARA. Il bruttissimo ko a Roseto, nella sua Roseto, è costato il posto a coach Tony Trullo. Il tecnico abruzzese ci ha messo la faccia, ieri pomeriggio è rientrato a Ferrara e con un filo di commozione, ha salutato la città e il mondo biancazzurro: «Ci tenevo tanto a salutare - esordisce Trullo all’incontro convocato in tutta fretta nella sala stampa del Pala Hilton Pharma-, anche perché a Ferrara sono stato accolto benissimo». E dice grazie, il tecnico abruzzese: «Alla società, per avermi accordato la fiducia dopo avermi cercato insistentemente. Pensavamo tutti che potesse finire in maniera differente, auspicio e sogno di tutti».
Non mancano i motivi di rammarico: «Per molte piccole cose: infortuni, squalifiche, assenze per il parto della moglie (leggi Bowers, ndr), ci mancano quei 4-6 punti che avrebbero potuto darci la tranquillità e, perché no?, la possibilità di entrare fra le prime otto».
Ancora grazie: «Al presidente Bulgarelli, al suo vice Cocchi, al digì Veronesi, allo staff tecnico, medico e del palasport. Grazie a tutti i tifosi della Pallacanestro Ferrara, quelli della curva, che mi sono stati vicino nei momenti difficili».
Poi, in bocca al lupo alla Bondi: «Ci sono i mezzi e il tempo per arrivare alla salvezza auspicata. Saluto davvero di cuore tutti coloro che mi hanno voluto bene».
C’è qualcosa che ha fatto e che a distanza di tempo non rifarebbe? Trullo ci pensa un attimo, poi, nella sua doppia veste di direttore sportivo, ammette: «Durante l’estate non ho potuto fare totalmente ciò che avevamo previsto, anche perché avevamo dei contratti in essere. Oggi, però, voglio solamente salutare l’intera città. Quello che è stato è stato. Se uno avesse la palla di vetro, qualche piccola cosa la cambierebbe, come ovvio che sia. Mi prendo le mie responsabilità, anche se non siamo ultimi (Trullo parla ancora da allenatore Bondi, ndr), c’è chi, come Forlì, ha speso molto e si trova in una situazione ben peggiore. Ci sono tutti i margini per arrivare all’agognata salvezza. Giocare con assenze e infortuni ha inciso, avessimo vinto due-tre gare in più, parleremmo d’altro. Questa è la classifica. Non faccio polemiche, Ferrara me la sento dentro, mi ha accolto bene, purtroppo è finita così. Sarebbe bastato pochissimo per lottare per la salvezza tranquilla, provando a entrare nei playoff».
È stato il fatto di avere avuto la squadra al completo pochissime volte il rammarico più grande: «I risultati dicono questo, il basket è questo, in certe annate va tutto bene, in altre meno. Contro Trieste abbiamo fatto una delle gare migliori del campionato, 32’ di grande pallacanestro. Bowers non c’era, in quella che per noi è stata una gara determinante: con lui sarebbe finita diversamente. C’è il rammarico. L’unica gara giocata male, mi dispiace perché disputata a casa mia, è stata a Roseto, dove siamo stati inguardabili. Anche quando abbiamo avuto assenze, abbiamo fatto una pallacanestro decente, giocandocela contro chiunque, fuori e in casa. L’unica giocata non all’altezza della situazione è stata a Roseto».
Trullo ritorna sull’assenza di Bowers contro Trieste: «Il mio pensiero è a conoscenza della società. Ho detto sempre cosa pensavo di quella situazione: in 30 anni non mi è mai capitata una cosa del genere. Lo ripeto: in questo senso non voglio fare della polemica. Dico grazie a tutti, per la fiducia che avete avuto in me. Le cose le dico ai dirigenti. C’è più rammarico per non aver vinto quelle due-tre gare che ci avrebbero dato tranquillità. Mi dispiace tanto: tenevo a Ferrara, perché, dopo Roseto, è fra le città che mi sento più vicine. Tutti mi hanno accolto e voluto bene. Ci tenevo a fare bene, sono sicuro che la Bondi si salverà».
Lorenzo Montanari
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