La Nuova Ferrara

Sport

Contro Mantova la Bondi riscopre il cuore

Contro Mantova la Bondi riscopre il cuore

I ferraresi vincitori nella sfida più sentita Difesa, corsa e lucidità. Nel nome di Adriano

3 MINUTI DI LETTURA





FERRARA. La terra di mezzo tra la Bondi scavezzacollo di Trullo e quella più “inquadrata” che vorrà Furlani, al momento è territorio piacevolmente frequentabile per le corti estensi. Ieri al Pala Hilton Pharma, nel match che ha battezzato il “Furlani ter” ne è uscito un gradevolissimo spettacolo di basket. Vinto con pieno merito da Ferrara (38’24” in vantaggio sui 40’), contro un Mantova d’alta classifica che non ha lasciato nulla d’intentato per espugnare la casa dei biancazzurri. Sarebbe stato, peraltro, nel pieno della tradizione perché negli ultini anni il fattore campo è sempre saltato nei faccia a faccia tra ferraresi e lombardi. Tant’è che all’andata, la Bondi aveva messo a ferro e fuoco il Pala Bam. A questo giro, invece, il fortino che Bulgarelli vorrebbe inviolabile ha retto.

È una straordinaria boccata d’ossigeno per la Bondi, in vista di un calendario pirotecnico (Virtus, poi Imola e in seguito Treviso, Ravenna e Fortitudo) e dei risultati dagli altri campi che fanno uscire di mezza testa i ferraresi dal pelo dell’acqua di bassa classifica. Poi, chiaro, battere Mantova (così competitiva) dà un gusto aggiuntivo. La Bondi squadra doveva farsi perdonare gli ultimi mesi sciatti e sciocchi e la curva questo pretendeva: “Chiediamo solo rispetto”. I giocatori si sono battuti, sostanzialmente con la testa sulle spalle. Tranne qualche svarione tecnico qua e là e - soprattutto - le mattane finali di Roderick sì provocato dal “sempiterno” Amici ma a gara in mano e col rischio espulsione latente T-Rod è andato ad un passo dal disastro personale (antisportivo prima, tecnico poi). Ad ogni modo, Bondi subito dentro la gara. Parte sopra (14-6) con un break figlio di buona pressione difensiva, transizione e circolazione di palla. Favorito da basse percentuali al tiro dei mantovani e con Amici a forzare tanto, così da mandare fuori equilibrio l’attacco Dinamica. Furlani mette per tutta la partita Roderick (modesto difensore) su Corbett (sublime attaccante) e per T-Rod giocare nella sua metà campo è una via Crucis. Almeno, spesso, in avanti Terrence non forza troppo le situazioni e il gruppo ne trae benefico. Soffre anche Bowers, che a tratti trova in Daniels una discreta gatta da pelare. Soprattutto, Lurence spreme modesta intensità in vari momenti del gioco. Epperò la mano di Furlani si vede, la Bondi se non trova il contropiede primario ragiona e Moreno in questo è stato bravissimo. Gioco alternato “dentro-fuori”, molti palloni a Pellegrino ed i dividendi arrivano. Peccato che il pivot non sappia ancora gestirsi ed i falli siano un cruccio; ad ogni buon conto, Soloperto ha dato una buona mano. All’intervallo Bondi avanti 44-39, Furlani raschia il barile avendo anche poco da fuori (a Cortese e Mastellari escono buone scelte di tiro).

Si riparte, la Bondi ritrova un altro pizzico di difesa e sgommate offensive: 36-26 al 17’. Si sblocca Mastellari, Bowers inizia a dare sostanza alla prova in area (12 rebounds). I lunghi estensi hanno problemi di falli, la battaglia dei cieli si fa titanica. Però Ferrara tiene botta. Ma è chiaro che Mantova alza la forza d’urto: difende tosta, va all’incasso con i guizzi di Corbett ed i tiri copiosi di Amici. Giachetti prova a mettere ordine, non sempre è seguito. Comunque Mantova piazza un 2-12 di break e parggia: 51-51 al 26’. E qui la Bondi si fa apprezzare in toto. Non sbanda, reagisce. Tre triple in fila (Mastellari e due meritatissime di Cortese). Difesa e un paio di schiacciate piene di adrenalina. Controbreak di 15-2 (66-53). Gara in mano ma non vinta nonostante il “+16” (80-64) del 35’. Ferrara rischia di buttarsi via con quelche persa di troppo e le acque che agita Roderick. Non accade perché anche Mantova regala un paio di palloni che sanno di resa al 38’.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google